Varese: vademecum funghi per ridurre incidenti nei boschi

Il Prefetto sollecita una campagna sui rischi nei boschi Il vademecum si intitola «Sicuri a cercar funghi» La richiesta coinvolge Comuni, scuole, Comunità
Contesto
In breve
- Il Prefetto sollecita una campagna sui rischi nei boschi
- Il vademecum si intitola «Sicuri a cercar funghi»
- La richiesta coinvolge Comuni, scuole, Comunità Montane e ATS
- Il CNSAS indica regole per preparazione e autoprotezione
Fatti chiave
- Promotore → Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello
- Misura → circolare per una campagna di sensibilizzazione
- Vademecum → «Sicuri a cercar funghi»
- Elaborazione → Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)
- Destinatari → Sindaci, Presidente della Provincia, Ufficio Scolastico Territoriale, Comunità Montane e ATS Insubria
Il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha trasmesso una circolare ai Sindaci, al Presidente della Provincia, all'Ufficio Scolastico Territoriale, alle Comunità Montane e all'ATS Insubria, invitandoli ad avviare senza ritardi una campagna di sensibilizzazione estesa a tutta la provincia di Varese.
L'iniziativa è legata all'aumento di infortuni e decessi nel Varesotto. La comunicazione indica come obiettivo il contrasto al susseguirsi di incidenti e infortuni dalle conseguenze tragiche nei boschi e sulle montagne della provincia. Per raggiungerlo, la Prefettura invita le istituzioni a distribuire capillarmente il vademecum «Sicuri a cercar funghi», elaborato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, il CNSAS.
Il documento raccoglie norme e buone pratiche da adottare prima di addentrarsi nella vegetazione. Il suo contenuto riguarda quindi sia la preparazione dell'uscita sia i comportamenti da tenere durante le ricerche, con un'attenzione specifica all'autoprotezione in ambienti impervi, disagevoli e spesso isolati.
Una rete istituzionale sul territorio
La circolare mette in fila i soggetti chiamati a sostenere la diffusione del messaggio. Ai Sindaci viene chiesto di informare direttamente la cittadinanza. Il coinvolgimento dell'Ufficio Scolastico Territoriale porta la campagna nelle scuole, mentre le Comunità Montane e il Presidente della Provincia rientrano nella rete territoriale indicata dal Prefetto.
Agli studenti viene assegnato il ruolo di «veicolo educativo» verso le famiglie e gli anziani. La scelta allarga il pubblico del vademecum oltre chi frequenta abitualmente i boschi e affida alla scuola un compito di trasmissione delle indicazioni di sicurezza.
Il personale dell'ATS Insubria e i micologi sono invece chiamati a dialogare con i cittadini sulla commestibilità dei funghi e sull'autoprotezione da adottare durante le ricerche. La campagna tiene così insieme la sicurezza dell'escursione e il controllo del raccolto.
«Serve prudenza»
La frase sintetizza il messaggio del Prefetto davanti alla sequenza di incidenti e decessi richiamata nella circolare. Il vademecum del Soccorso Alpino diventa lo strumento comune con cui le istituzioni coinvolte possono riportare le stesse indicazioni ai diversi pubblici della provincia di Varese.
Dettagli operativi
Preparazione e sicurezza nel bosco
Il vademecum del CNSAS pone al primo posto la preparazione: la ricerca dei funghi richiede lunghe camminate in luoghi impervi, disagevoli e spesso isolati. Prima di partire, occorre quindi conoscere con precisione la zona da esplorare e i pericoli che può presentare.
Terreno, allenamento e meteo
La conoscenza del terreno deve essere accompagnata da buone capacità escursionistiche e da un adeguato allenamento fisico. La ricerca non viene descritta come una passeggiata priva di difficoltà: il sottobosco può richiedere spostamenti prolungati e il percorso può svolgersi lontano dai sentieri più battuti.
Il Soccorso Alpino raccomanda anche la consultazione costante dei bollettini meteo. L'attenzione deve concentrarsi in particolare sui bruschi cambiamenti del tempo, che rientrano tra gli elementi da valutare prima di entrare nella vegetazione e durante l'uscita.
La combinazione di sottobosco e umidità, se da un lato favorisce la crescita dei funghi, dall'altro rende più probabili le scivolate. È quindi necessario scegliere un abbigliamento con pantaloni lunghi e colori vivaci, utile a rendere più facile l'eventuale individuazione da parte dei soccorritori.
Calzature ed equilibrio
Gli stivali di gomma sono tra gli elementi più rischiosi, perché non assicurano stabilità al piede. Secondo i dati del Soccorso Alpino, li portava il 70% delle persone coinvolte in incidenti mortali; il vademecum raccomanda quindi di non usarli.
Sono invece d'obbligo gli scarponi da montagna. Il documento consiglia inoltre un bastone da passeggio, utile per mantenere l'equilibrio e risparmiare energie durante il cammino. La scelta dell'attrezzatura viene presentata come una parte della prevenzione, insieme alla preparazione fisica e alla conoscenza della zona.
Orientamento e chiamate di emergenza
Quando si abbandonano i sentieri battuti, bisogna avere con sé mappe topografiche, una bussola o dispositivi GPS. Tra le misure suggerite dal vademecum c'è anche l'installazione sullo smartphone di due applicazioni utili nelle situazioni di emergenza.
L'app 112 Where are U consente di contattare, attraverso i servizi delle Forze dell'Ordine, dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Sanitario, la Centrale Unica di Risposta del 112. In più, permette di essere localizzati anche tramite una chiamata silenziosa.
A completare le indicazioni c'è GeoResQ, applicazione sostenuta dal CNSAS e dal CAI con il patrocinio della Protezione Civile. Il servizio permette di inviare direttamente al Soccorso Alpino un allarme contenente la propria posizione geolocalizzata e il percorso tracciato. Insieme, le due applicazioni forniscono canali distinti per la localizzazione e la richiesta di soccorso e completano le indicazioni sull'orientamento.
Punti chiave
Dalla raccolta al controllo micologico
Il vademecum affronta anche ciò che accade prima e dopo la raccolta. Prima della partenza occorre verificare la normativa locale, controllando gli orari, i limiti di quantità e l'eventuale necessità del patentino di raccolta. Sono indicazioni che riguardano il modo corretto di organizzare l'uscita prima ancora di addentrarsi nel bosco.
Le regole durante la ricerca
I funghi devono essere puliti immediatamente da terriccio e foglie. Il materiale raccolto va poi riposto in contenitori rigidi ed aerati, come i tradizionali cestini di paglia. Il vademecum collega questa scelta a due esigenze: proteggere i funghi e favorire la dispersione delle spore.
Il contenitore, quindi, non è un dettaglio secondario della raccolta. La raccomandazione riguarda il modo in cui il raccolto viene conservato mentre la ricerca prosegue e si affianca alla verifica delle norme locali su quantità, orari e patentino.
Il controllo prima del consumo
La fase successiva riguarda l'identificazione. Molte specie velenose o mortali sono estremamente simili a quelle commestibili. Per questo è indispensabile far controllare l'intero raccolto agli esperti micologi prima di consumarlo.
Gli esperti operano gratuitamente presso gli Ispettorati Micologici dell'ATS Insubria. Il riferimento all'ATS Insubria completa il ruolo assegnato dalla circolare al personale sanitario e ai micologi: il dialogo con i cittadini non deve fermarsi alla commestibilità dei funghi, ma deve comprendere anche l'autoprotezione durante le ricerche nei boschi.
La campagna richiesta dal Prefetto si muove dunque su due piani collegati. Da una parte diffonde le regole per preparare l'uscita, muoversi in sicurezza e chiedere aiuto; dall'altra accompagna la raccolta fino al controllo del materiale. Il passaggio dagli Ispettorati Micologici prima del consumo è indicato come necessario proprio perché l'aspetto dei funghi non basta a distinguere le specie commestibili da quelle pericolose.
La circolare affida ai Sindaci l'informazione diretta alla cittadinanza e alle scuole il coinvolgimento degli studenti come «veicolo educativo» verso famiglie e anziani. Il vademecum può così raggiungere sia chi raccoglie abitualmente sia chi deve ancora acquisire le regole di base per affrontare boschi e montagne della provincia di Varese.
Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Chi ha promosso la campagna di sicurezza per i cercatori di funghi in provincia di Varese?
- Il Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello ha inviato una circolare a Sindaci, Presidente della Provincia, Ufficio Scolastico, Comunità Montane e ATS Insubria per diffondere il vademecum del CNSAS.
- Quali sono i principali consigli del vademecum 'Sicuri a cercar funghi' per l'abbigliamento?
- Evitare stivali di gomma (indossati dal 70% delle vittime mortali), usare scarponi da montagna, pantaloni lunghi, colori vivaci e bastone da passeggio per l'equilibrio.
- Quali applicazioni di emergenza consiglia il Soccorso Alpino per chi va per funghi?
- 112 Where are U per contattare la Centrale Unica 112 con localizzazione anche in chiamata silenziosa, e GeoResQ del CNSAS/CAI per allarme diretto al Soccorso Alpino con posizione GPS.
- Dove far controllare i funghi raccolti prima del consumo?
- Presso gli Ispettorati Micologici dell'ATS Insubria, dove esperti micologi operano gratuitamente per verificare la commestibilità del raccolto.
- Quale ruolo hanno le scuole nella campagna di sensibilizzazione?
- Gli studenti fungono da 'veicolo educativo' per trasmettere le regole di sicurezza alle famiglie e agli anziani, ampliando il pubblico oltre i frequentatori abituali dei boschi.
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