Sfruttamento corrieri: la verità nascosta dietro le consegne a domicilio

Paghe da fame, turni massacranti e controlli digitali: l'inchiesta di Milano svela il lato oscuro del lavoro dei fattorini in Ticino e Lombardia.
Contesto
In breve
- Foodinho sfrutta 40.000 corrieri in Italia con paghe da 2,50€ a consegna
- Condizioni di lavoro drammatiche: turni fino a 12 ore, controllo continuo via app
- Situazione critica in Ticino, soprattutto a Chiasso, Mendrisio e Lugano
Fatti chiave
- Società coinvolta: Foodinho, parte del colosso spagnolo Glovo
- Numero corrieri: Circa 40.000 in tutta Italia
- Paga a consegna: 2,50 euro, sotto la soglia di povertà
- Turni di lavoro: Fino a 12 ore al giorno in qualsiasi condizione climatica
- Aree critiche in Ticino: Chiasso, Mendrisio e Lugano
- Data inchiesta Procura: 16 marzo 2026, basato su decreto del 2 febbraio 2026
- Sanzioni previste: Multe fino a 50.000 franchi svizzeri, revoca autorizzazioni
Un'inchiesta della Procura di Milano ha svelato uno scenario preoccupante nel settore delle consegne a domicilio, mettendo in luce condizioni di lavoro che rasentano lo sfruttamento. La società Foodinho, parte del colosso spagnolo Glovo, è al centro di un'inchiesta per caporalato che coinvolge circa 40.000 corrieri in tutta Italia.
Le condizioni descritte sono drammatiche: paghe da 2,50 euro a consegna, ben al di sotto della soglia di povertà, turni fino a 12 ore al giorno in qualsiasi condizione climatica, e un sistema di controllo continuo attraverso app che monitorano ogni movimento dei fattorini. Le 'punizioni' per ritardi e la mancanza di pause dignitose completano un quadro di grave sfruttamento.
Ma cosa significa questo per il Ticino? Il confine tra Svizzera e Italia rappresenta un terreno fertile per questo tipo di abusi, con molti corrieri che operano su entrambi i lati della frontiera. La situazione è particolarmente critica nelle aree di Chiasso, Mendrisio e Lugano, dove la vicinanza con l'Italia facilita il ricorso a manodopera a basso costo.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno rivelato un sistema organizzato di sfruttamento che va avanti da anni. Il cittadino spagnolo responsabile di Foodinho è indagato per aver utilizzato 'manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno' dei lavoratori.
Questo non è un caso isolato. Nel maggio 2020, un'indagine simile portò al commissariamento per caporalato della filiale italiana di Uber, che all'epoca effettuava anche servizi di consegna a domicilio. Un ex manager patteggiò nel febbraio 2025, dimostrando come il problema sia strutturale e persistente nel settore.
Per i frontalieri che operano in questo ambito, le conseguenze sono gravi: salari insufficienti a coprire le spese di vita, assenza di tutele previdenziali adeguate, e un'esposizione continua a rischi per la sicurezza stradale e la salute. Molti di loro, spesso studenti o lavoratori in cerca di reddito supplementare, si trovano intrappolati in un sistema che li sfrutta senza offrire prospettive di carriera o miglioramento delle condizioni.
La situazione richiede un intervento urgente da parte delle autorità svizzere e italiane, con controlli congiunti alle frontiere e una revisione delle normative che regolano il lavoro dei corrieri nell'economia dei lavoretti.
Dettagli operativi
Le normative che dovrebbero proteggere questi lavoratori sono spesso aggirate attraverso contratti capestro e classificazioni come 'lavoratori autonomi' che in realtà nascondono rapporti di lavoro subordinato. In Svizzera, il Codice delle Obbligazioni e la Legge Federale sul Lavoro prevedono tutele minime, ma l'applicazione è complessa quando i lavoratori operano in regime transfrontaliero.
In Ticino, l'Ispettorato del Lavoro ha ricevuto numerose segnalazioni riguardanti irregolarità nel settore delle consegne. Tuttavia, la natura transfrontaliera del lavoro rende difficile l'intervento diretto, soprattutto quando le aziende hanno sede legale in Italia o altri paesi europei.
Le sanzioni previste in caso di accertamento di caporalato sono severe: multe fino a 50.000 franchi svizzeri per azienda, revoca delle autorizzazioni di lavoro, e possibilità di pignoramento dei beni aziendali. Tuttavia, l'applicazione pratica di queste norme richiede una cooperazione internazionale che spesso si traduce in tempi lunghi e procedure complesse.
Per i lavoratori frontalieri, la situazione è ulteriormente complicata dalla necessità di gestire due sistemi previdenziali diversi. Mentre in Italia vige il sistema contributivo, in Svizzera esistono pilastri distinti (AVS, LPP, pilastro 3a) che richiedono contributi specifici. Molti corrieri si ritrovano senza copertura adeguata in nessuno dei due paesi.
Le organizzazioni sindacali, sia in Ticino che in Lombardia, stanno cercando di organizzare questi lavoratori, ma la natura precaria e spesso anonima del lavoro rende difficile la formazione di rappresentanze efficaci. La FFS-CISL e il Syndicom in Svizzera hanno lanciato campagne di sensibilizzazione, ma i risultati sono ancora limitati.
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda l'uso di algoritmi per assegnare le consegne e valutare le prestazioni. Questi sistemi, spesso opachi e non trasparenti, possono portare a discriminazioni e a una pressione costante sui lavoratori, senza possibilità di contestazione delle decisioni automatizzate.
Tool utili per la pianificazione
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Punti chiave
Cosa possono fare i lavoratori frontalieri che si trovano in queste condizioni? Prima di tutto, è fondamentale documentare tutto: orari di lavoro, pagamenti ricevuti, comunicazioni con l'azienda. Questa documentazione può essere cruciale in caso di contenzioso.
Per chi opera in Ticino, il primo passo è contattare l'Ufficio dell'Ispezione del Lavoro del Cantone, che offre consulenza gratuita e può avviare verifiche. Il numero verde è raggiungibile al +41 58 465 69 11. Per i lavoratori italiani, la sede dell'Ispettorato del Lavoro di Como può fornire assistenza specifica per casi transfrontalieri.
È importante conoscere i propri diritti: in Svizzera, anche i lavoratori considerati 'indipendenti' hanno diritti minimi in termini di orario di lavoro (massimo 45 ore settimanali), pause obbligatorie, e protezione contro discriminazioni. L'utilizzo di app di monitoraggio deve rispettare la Legge Federale sulla Protezione dei Dati.
Per chi cerca alternative, esistono piattaforme cooperative che offrono condizioni migliori. In Ticino, alcune cooperative di lavoratori stanno sperimentando modelli di condivisione dei profitti e gestione democratica delle attività. Sebbene spesso con meno consegne disponibili, queste opzioni garantiscono maggiore stabilità e protezioni.
Un altro aspetto cruciale è la previdenza: anche per lavori occasionali, è importante versare i contributi AVS. Il calcolatore contributi AVS sul nostro sito frontaliereticino.ch permette di stimare gli importi dovuti in base alle entrate effettive.
Infine, è fondamentale segnalare situazioni di sfruttamento. La segnalazione anonima all'Ufficio del Lavoro non comporta rischi per il lavoratore e può contribuire a far emergere criticità sistemiche. Ricorda: conoscere i propri diritti è il primo passo per difenderli.
Fonte: Articolo pubblicato il 16 marzo 2026 su RSI Info, basato su decreto della Procura di Milano del 2 febbraio 2026. Per approfondimenti sulle normative frontaliere, visita la nostra sezione dedicata frontaliereticino.ch.
Domande frequenti
- Quali sono le condizioni di lavoro dei corrieri di Foodinho in Italia secondo l'inchiesta della Procura di Milano?
- Paghe da 2,50€ a consegna, turni fino a 12 ore al giorno, controllo continuo tramite app, punizioni per ritardi e mancanza di pause dignitose.
- Quale è il sistema previdenziale per i corrieri frontalieri che lavorano tra Svizzera e Italia?
- I corrieri frontalieri devono gestire due sistemi: in Italia il sistema contributivo, mentre in Svizzera devono contribuire ai pilastri AVS, LPP e 3a. Molti rimangono senza copertura adeguata in entrambi i paesi.
- Come posso denunciare un caso di caporalato o sfruttamento da parte di Foodinho in Ticino?
- Per segnalare caporalato in Ticino, il primo passo è rivolgersi all'Ufficio dell'ispettorato del lavoro del Cantone Ticino. È consigliabile raccogliere prove scritte (contratti, pagamenti, screenshot dell'app) e testimonianze. L'Ispettorato del Lavoro può avviare un'ispezione congiunta con l'Ispettorato del Lavoro italiano; in caso di accertamento, l'azienda rischia multe fino a 50.000 franchi svizzeri e revoca delle autorizzazioni.
- Quali sono i limiti di orario e le pause obbligatorie per i corrieri frontalieri in Svizzera?
- In Svizzera i corrieri, anche se classificati come autonomi, sono soggetti al Codice del lavoro: l'orario massimo è di 45 ore settimanali, con un limite di 12 ore al giorno. Dopo 4,5 ore consecutive è obbligatoria una pausa di almeno 30 minuti, e la pausa pranzo deve essere garantita se il turno supera le 6 ore.
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