Progetto Echo: praterie sommerse per salvare i laghi di Lugano e Como

Il progetto Interreg Echo (2025-2027) sperimenta il restauro delle praterie sommerse con biochar per combattere il cambiamento climatico nei laghi di Lugano e Como. Due siti sperimentali da 500 mq ciascuno.
Contesto
In breve
- Progetto Echo per ripristinare praterie sommerse nei laghi di Como e Lugano
- Budget di 320.000 euro e 60.000 franchi svizzeri per il triennio 2025-2027
- Trapianto di piante acquatiche per migliorare biodiversità e stoccaggio CO2
Fatti chiave
- Progetto: Echo, finanziato da Interreg Italia-Svizzera
- Budget: 320.000 euro e 60.000 franchi svizzeri
- Durata: Triennio 2025-2027
- Siti sperimentali: Lago di Como e Lago di Lugano, 500 mq ciascuno
- Piante: Vallisneria spiralis, Myriophyllum spicatum, Potamogeton perfoliatus, Potamogeton lucens
- Trapianto: Maggio-settembre 2026, dipende dalla temperatura dell'acqua
- Biochar: Carbone vegetale per accelerare crescita piante e stoccaggio carbonio
- Monitoraggio: Dati raccolti e analizzati nel 2026 e 2027
A Minoprio, a quindici chilometri a sud di Como, un capannone ospita diciotto vasche trasparenti piene d’acqua dolce. All’interno crescono migliaia di piante acquatiche: Vallisneria spiralis, Myriophyllum spicatum, Potamogeton perfoliatus e Potamogeton lucens. Si tratta di specie che vivono sui fondali dei laghi e che, a partire da maggio 2026, verranno trapiantate nei siti sperimentali di Lugano e Como nell’ambito del progetto Interreg Echo.
Un’iniziativa transfrontaliera per contrastare il degrado lacuale
Echo è un progetto finanziato dal programma di cooperazione Interreg Italia-Svizzera con un budget complessivo di 320.000 euro e 60.000 franchi svizzeri. Il triennio di attività, dal 2025 al 2027, si concentra su due obiettivi principali: il restauro delle praterie sommerse e la valutazione delle potenzialità di stoccaggio della CO2 nei sedimenti lacustri. Nicola Castelnuovo, naturalista e ricercatore dell’associazione italiana Proteus — partner del progetto — spiega che le praterie sommerse rappresentano un habitat fondamentale per la biodiversità, ma sono in forte declino nei bacini del Lario e del Ceresio.
Due laghi, due realtà diverse
I siti sperimentali, ciascuno di 500 metri quadrati e situati tra i tre e i cinque metri di profondità vicino alla riva, verranno allestiti sia nel lago di Como (Italia) che in quello di Lugano (Svizzera). Castelnuovo sottolinea le differenze tra i due bacini: «Nel lago di Como le praterie sommerse sono in costante depauperamento e in alcune zone sono completamente scomparse. A Lugano, invece, la situazione è eterogenea: ci sono aree con vegetazione estremamente limitata, altre colonizzate da specie invasive, e altre ancora con praterie di qualità».
Le piante crescono al ritmo di un centimetro al giorno
Le vasche a Minoprio, avviate tra ottobre e novembre 2025, contenevano inizialmente una ventina di esemplari per vasca. Oggi, a marzo 2026, ogni vasca ospita oltre cento piante. Castelnuovo spiega: «In condizioni ideali, questi organismi possono crescere fino a un centimetro al giorno e riprodursi in meno di una settimana». Il trapianto definitivo nei laghi è previsto tra maggio e settembre 2026, in funzione della temperatura dell’acqua.
Perché le praterie sommerse sono importanti
Le praterie sommerse non sono solo un rifugio per pesci e invertebrati. Sul fondale lacustre si accumula una grande quantità di carbonio organico. Se il sedimento entra in contatto con l’ossigeno, questo carbonio si ossida e rilascia CO2, un gas serra. Castelnuovo avverte: «Una prateria in salute mantiene stabile il sedimento, evitando il rimescolamento della materia organica e la successiva ossidazione. Senza vegetazione, invece, la polvere organica si solleva, entra nella colonna d’acqua e libera CO2».
Il progetto Echo sperimenta l’uso del biochar — un carbone vegetale — per accelerare la crescita delle piante e potenziare la capacità di stoccaggio del carbonio nei sedimenti.
Dettagli operativi
Impatti diretti sul Ticino e sui frontalieri che lavorano al confine
Per il Canton Ticino, questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per migliorare la qualità delle acque del lago di Lugano, una risorsa strategica per il turismo e la vita locale. Le praterie sommerse, una volta ripristinate, potrebbero ridurre l’eutrofizzazione e limitare la proliferazione di alghe dannose, fenomeni che negli ultimi anni hanno causato chiusure temporanee di stabilimenti balneari e restrizioni all’uso delle acque.
Un beneficio anche per l’economia locale
I laghi di Como e Lugano sono poli attrattivi per migliaia di frontalieri che ogni giorno attraversano il confine per lavoro. Una migliore qualità delle acque potrebbe avere ripercussioni positive anche sul settore della ristorazione e dell’ospitalità, settori che dipendono fortemente dall’immagine dei laghi. Inoltre, progetti come Echo potrebbero attirare finanziamenti europei per ulteriori interventi di tutela ambientale, creando opportunità di lavoro per tecnici ambientali e ricercatori.
Confronto con la situazione attuale
Prima dell’avvio del progetto Echo, i laghi di Como e Lugano presentavano un degrado diffuso delle praterie sommerse. Nel lago di Como, in particolare, la superficie coperta da vegetazione è diminuita negli ultimi anni, lasciando ampie zone del fondale prive di vegetazione. A Lugano, la situazione è più eterogenea, ma anche qui si registrano aree critiche dove la biodiversità è minacciata.
Le sfide del progetto
Il successo del trapianto dipenderà da diversi fattori: la temperatura dell’acqua, la qualità del sedimento e la capacità delle piante di adattarsi al nuovo ambiente. Castelnuovo avverte che «le praterie sommerse sono ecosistemi delicati. Se il trapianto non avrà successo, il rischio è quello di compromettere ulteriormente l’equilibrio del fondale».
Scenari possibili
Se il progetto andrà a buon fine, nei prossimi anni potremmo assistere a una rinascita delle praterie sommerse nei due laghi. Questo non solo migliorerebbe la biodiversità, ma contribuirebbe anche a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, stoccando carbonio nei sedimenti. In caso di fallimento, invece, sarà necessario valutare altre strategie di restauro, come l’introduzione di specie più resistenti o l’uso di tecniche di ingegneria ambientale.
Il ruolo del biochar
Il biochar, carbone vegetale prodotto dalla pirolisi di biomassa, viene sperimentato in questo progetto per accelerare la crescita delle piante e migliorare la capacità dei sedimenti di trattenere carbonio. Castelnuovo spiega che «il biochar agisce come una spugna, assorbendo i nutrienti e riducendo l’ossidazione del carbonio organico». Tuttavia, la sua efficacia su larga scala dovrà essere valutata nei prossimi mesi.
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Punti chiave
Come seguire i progressi del progetto Echo
I risultati del progetto Interreg Echo saranno monitorati costantemente da Proteus e dagli altri partner, tra cui enti di ricerca svizzeri e italiani. Le operazioni di trapianto inizieranno a maggio 2026 e proseguiranno fino a settembre o ottobre, in base alle condizioni meteo e alla temperatura dell’acqua. I dati raccolti verranno poi analizzati per valutare l’efficacia delle tecniche utilizzate e l’impatto sulla biodiversità e sullo stoccaggio della CO2.
Cosa possono fare i frontalieri e i residenti del Ticino
Per i frontalieri che ogni giorno attraversano il confine, questo progetto rappresenta un’opportunità per conoscere più da vicino le iniziative di tutela ambientale in atto sul lago di Lugano. È possibile seguire gli aggiornamenti sul sito dell’associazione Proteus o sui canali ufficiali del progetto Echo. Inoltre, i residenti del Ticino possono partecipare a eventi di divulgazione ambientale organizzati localmente, per approfondire le tematiche legate alla salvaguardia dei laghi.
Procedure e scadenze da tenere a mente
- Trapianto delle piante: da maggio a settembre/ottobre 2026, in funzione della temperatura dell’acqua.
- Monitoraggio dei siti sperimentali: i dati verranno raccolti e analizzati nel corso del 2026 e 2027.
- Pubblicazione dei risultati: i primi risultati preliminari sono attesi entro la fine del 2026.
Strumenti utili per approfondire
Per chi desidera approfondire le tematiche legate alla tutela dei laghi e all’ambiente in Ticino, il sito di Frontaliere Ticino offre una sezione dedicata alle iniziative ambientali e alle opportunità di lavoro nel settore. È possibile consultare anche la piattaforma ufficiale del progetto Echo per seguire gli aggiornamenti in tempo reale.
💡 Consiglio pratico: Se siete interessati a partecipare a iniziative di volontariato ambientale, contattate le associazioni locali come Proteus o il Parco del Ceresio per conoscere le opportunità disponibili.
Per calcolare l’impatto economico del progetto sui frontalieri che lavorano nella zona dei laghi, utilizzate il calcolatore stipendio e confrontate i dati con quelli degli anni precedenti. Questo vi permetterà di valutare eventuali cambiamenti nei costi di vita legati alle condizioni ambientali.
Fonte: tvsvizzera.it
Domande frequenti
- Quali sono le specie di piante acquatiche utilizzate nel progetto Echo?
- Le specie utilizzate sono Vallisneria spiralis, Myriophyllum spicatum, Potamogeton perfoliatus e Potamogeton lucens. Queste piante sono state selezionate per la loro capacità di crescere sui fondali lacustri e di contribuire al restauro delle praterie sommerse.
- Quanto durerà il progetto Interreg Echo?
- Il progetto Echo ha una durata triennale, dal 2025 al 2027. Le operazioni di trapianto delle piante sono previste tra maggio e settembre/ottobre 2026, mentre il monitoraggio e l’analisi dei dati proseguiranno fino alla fine del progetto.
- Qual è il budget del progetto Echo?
- Il progetto Echo è finanziato con 320.000 euro e 60.000 franchi svizzeri dal programma di cooperazione Interreg Italia-Svizzera. Questi fondi sono destinati a coprire le attività di ricerca, il trapianto delle piante e il monitoraggio dei siti sperimentali.
- Come posso partecipare alle attività di monitoraggio del progetto Echo?
- È possibile partecipare alle attività di monitoraggio contattando direttamente l’associazione Proteus, partner del progetto, o seguendo gli aggiornamenti sul sito ufficiale. Proteus organizza anche eventi di divulgazione ambientale aperti al pubblico.
- Qual è l’impatto atteso del progetto Echo sulla qualità delle acque del lago di Lugano?
- L’obiettivo del progetto è migliorare la qualità delle acque riducendo l’eutrofizzazione e limitando la proliferazione di alghe dannose. Questo potrebbe portare a una diminuzione delle chiusure temporanee di stabilimenti balneari e a un generale miglioramento delle condizioni ambientali del lago.