M5S: ritardi e incertezze per frontalieri dopo tre anni

Il Movimento 5 Stelle del Vco evidenzia i ritardi e le incertezze che persistono tre anni dopo l'accordo Italia-Svizzera sui frontalieri. Tra i temi: il decreto sul Fondo con risorse di 1,66 milioni per il 2025 e 21,16 milioni per il 2026, la mancata
Contesto
In breve
- Decreto sul Fondo firmato il 17 settembre
- Fondo: 1,66 milioni per il 2025 e 21,16 per il 2026
- Circolare NASpI attuativa ancora attesa
- Richieste di rimborso LPP più restrittive dal 2024
Fatti chiave
- Accordo Italia-Svizzera → ratificato nel 2023
- Decreto → firmato il 17 settembre
- Fondo → 1,66 milioni di euro per il 2025 e 21,16 milioni per il 2026
- NASpI → circolare attuativa attesa
- LPP → prestazione del secondo pilastro percepita in capitale
- Secondo Ocst e stampa ticinese → linea più restrittiva del Canton Ticino dal 2024
- Tavolo interministeriale → 9 novembre
Il 17 settembre il Ministro dell'Economia Giorgetti ha firmato il decreto che disciplina il contributo statale ai territori di frontiera. A contestarne tempi e chiarezza è il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco, guidato da Imerio Frattini, che ha riportato il tema dei frontalieri al centro della sua nota.
Tre dossier nel mirino
Il Fondo istituito presso il Mef prevedeva già 1,66 milioni di euro per il 2025 e 21,16 milioni per il 2026, con importi crescenti negli anni successivi. Secondo il M5S, il quadro attuativo è arrivato quando il 2026 era ormai quasi concluso. Il nuovo sistema sposta inoltre il baricentro dai versamenti dei Cantoni a una distribuzione decisa dallo Stato. La legge vincola le risorse a finalità precise, ma il gruppo chiede trasparenza su criteri, importi e tempi per comuni di confine, province ed enti montani.
La nota domanda anche se i comuni riceveranno quote paragonabili ai ristorni versati finora dai Cantoni. Per il gruppo, gli enti che sostengono ogni giorno i costi del frontalierato non possono programmare sulla base di annunci.
Il secondo dossier è la disoccupazione dei frontalieri. Sindacati e lavoratori attendono da tempo la circolare attuativa sul trattamento NASpI nei primi mesi di erogazione. Il M5S richiama la necessità di distinguere il diritto del lavoratore, la legislazione applicabile, lo Stato che paga e il rimborso tra le istituzioni previdenziali dei due Paesi. Da qui la richiesta di indicazioni operative chiare da parte dell'INPS e delle altre amministrazioni.
Il terzo fronte riguarda pensionati che hanno percepito in capitale la prestazione del secondo pilastro, la LPP. Dopo l'imposta alla fonte cantonale, riferisce la nota, non ottengono il rimborso. Secondo l'Ocst e la stampa ticinese, dal 2024 il Canton Ticino ha adottato una linea più restrittiva sulle richieste. Il gruppo precisa che la procedura Q-IS non risulta abolita e che la questione, per quanto noto, riguarda l'interpretazione fiscale e convenzionale.
Dettagli operativi
Cosa cambia per chi lavora oltre confine
Per un frontaliere, la nota del M5S mette in fila tre problemi che non producono lo stesso tipo di incertezza. Il Fondo riguarda la capacità degli enti territoriali di conoscere in anticipo risorse e tempi; la NASpI si apre quando il lavoratore perde il lavoro; la LPP entra in gioco per il pensionato che ha ricevuto la prestazione in capitale. La distinzione evita di leggere ogni ritardo come un problema fiscale unico.
Tre livelli di incertezza
| Dossier | Punto già definito | Incertezza segnalata |
|---|---|---|
| Fondo per i territori di confine | Risorse vincolate dalla legge a finalità precise | Criteri, quote, importi e tempi per gli enti |
| NASpI | Vanno separati diritto, legge applicabile, pagatore e rimborsi | Manca la circolare operativa attesa da lavoratori e sindacati |
| LPP | La procedura Q-IS non risulta abolita | Interpretazione fiscale, rimborso e documenti da allegare |
Sul Fondo, la domanda sui ristorni non è soltanto contabile. La nota collega le risorse ai territori che sostengono i costi del frontalierato e chiede se le quote comunali saranno paragonabili a quelle versate finora dai Cantoni. Senza criteri di riparto, beneficiari e tempi di erogazione, un comune di confine, una provincia o un ente montano non dispone del quadro che il M5S considera necessario per programmare. Per chi lavora oltre confine, il punto pratico indicato dalla fonte resta dunque la trasparenza sulla destinazione delle risorse.
La disoccupazione dei frontalieri presenta un passaggio diverso. Chi perde il lavoro può trovarsi davanti a quattro domande collegate: quale diritto si applica, quale legislazione regola il caso, quale Stato paga la prestazione e come avviene il rimborso tra le istituzioni previdenziali dei due Paesi. La fonte non offre una risposta operativa; segnala invece che l'INPS e le altre amministrazioni devono fornire istruzioni, perché i chiarimenti tecnici non possono ricadere sul lavoratore.
Per il pensionato, il nodo è ancora più concreto: dopo l'imposta alla fonte cantonale sulla prestazione LPP percepita in capitale, il rimborso può non arrivare e la somma in discussione può raggiungere diverse migliaia di euro per persona. Il gruppo non parla di abolizione della procedura Q-IS né attribuisce intenti ritorsivi alle autorità svizzere. La lettura proposta è quella di una questione fiscale e convenzionale, da affrontare con un chiarimento ufficiale e un confronto tecnico Italia-Svizzera.
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Punti chiave
Cosa fare, dossier per dossier
La nota del Movimento 5 Stelle indica quattro passaggi istituzionali per trasformare gli annunci in istruzioni utilizzabili da lavoratori, pensionati ed enti locali. Per seguire la vicenda, conviene separare Fondo, NASpI, secondo pilastro e contributo sanitario.
Quattro passaggi da seguire
1. Per il Fondo, cercare la pubblicazione di criteri di riparto, importi, beneficiari e tempi di erogazione. Sono i quattro dati chiesti per permettere a comuni di confine, province ed enti montani di sapere come saranno distribuite le risorse. Il comunicato non indica una data di pagamento già definita.
2. Per la NASpI, il passaggio operativo è la circolare attuativa sul trattamento nei primi mesi di erogazione. Le indicazioni attese da INPS e altre amministrazioni devono distinguere diritto del lavoratore, legislazione applicabile, Stato pagatore e rimborso tra istituzioni previdenziali. La richiesta è definire il cronoprogramma dei provvedimenti mancanti al tavolo interministeriale del 9 novembre.
3. Per la LPP percepita in capitale, la richiesta comprende un chiarimento ufficiale sull'interpretazione della tassazione italiana, un confronto tecnico Italia-Svizzera e una guida sulle domande e sui documenti da allegare. La fonte non elenca gli allegati: occorre quindi attendere istruzioni chiare, senza ricostruire la procedura da informazioni frammentarie.
4. Infine, va seguito il decreto attuativo del contributo sanitario, indicato come ancora mancante. La richiesta è un cronoprogramma vincolante per questo provvedimento e per la circolare NASpI, accompagnato da una comunicazione periodica e unitaria delle amministrazioni, così che i lavoratori non debbano ricostruire la situazione dai giornali.
Per il pensionato coinvolto nel rimborso della LPP, il punto pratico è attendere la guida su domande e allegati. Per chi perde il lavoro, il riferimento operativo resta la circolare NASpI. Il Movimento 5 Stelle Vco annuncia che continuerà a seguire il tema nelle sedi istituzionali. Per affiancare alla lettura delle regole una verifica sulla propria situazione fiscale, usa il calcolatore fiscale.
Fonte: vconews.it
Domande frequenti
- Quali sono le risorse stanziate dal Fondo per i territori di confine per il 2025 e il 2026?
- Il decreto firmato il 17 settembre prevede un contributo statale di 1,66 milioni di euro per il 2025 e 21,16 milioni di euro per il 2026, con importi crescenti negli anni successivi. Le risorse sono vincolate dalla legge a finalità precise, ma mancano ancora criteri di riparto, quote, importi e tempi di erogazione per comuni di confine, province ed enti montani.
- Perché i lavoratori frontalieri attendono ancora la circolare NASpI?
- I lavoratori e i sindacati chiedono indicazioni operative chiare dall'INPS e dalle altre amministrazioni per distinguere il diritto del lavoratore, la legislazione applicabile, lo Stato che paga la prestazione e il rimborso tra le istituzioni previdenziali dei due Paesi. Senza la circolare attuativa, i chiarimenti tecnici rischiano di ricadere sul lavoratore.
- Qual è la situazione riguardo al rimborso della LPP percepita in capitale dopo il 2024?
- Dopo l'imposta alla fonte cantonale sulla prestazione del secondo pilastro percepita in capitale, il rimborso può non arrivare e la somma in discussione può raggiungere diverse migliaia di euro per persona. Secondo l'Ocst e la stampa ticinese, dal 2024 il Canton Ticino ha adottato una linea più restrittiva sulle richieste; la procedura Q-IS non risulta abolita e la questione riguarda l'interpretazione fiscale e convenzionale.
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