Locarno, scatta lo stop: niente più nuove case di vacanza
La città sul Verbano ha superato la quota federale del 20% di residenze secondarie. Ecco cosa cambia per il mercato immobiliare.
Contesto
Svolta per il mercato immobiliare di Locarno. Con una comunicazione del 16 febbraio, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha ufficialmente accertato il superamento della quota del 20% di abitazioni secondarie nel comune. Di conseguenza, non sarà più possibile autorizzare la costruzione di nuove residenze di questo tipo. Locarno, che fino ad oggi rappresentava un'eccezione, si allinea così agli altri principali comuni a forte vocazione turistica dell'agglomerato, già soggetti a questo limite imposto dalla legge federale sulle seconde case (Lex Weber). A far scattare il blocco sono stati due fattori determinanti. In primo luogo, una correzione nel conteggio delle abitazioni vuote da oltre due anni, che vengono automaticamente classificate come secondarie. A questo si è aggiunto il calcolo delle abitazioni gestite a fini turistici, come quelle su piattaforme stile Airbnb, una richiesta esplicitamente avanzata dal Partito socialista locarnese. La combinazione di questi elementi ha portato il totale oltre la soglia critica, innescando l'immediata applicazione delle disposizioni federali. Le uniche eccezioni saranno quelle previste dalla legge stessa, mentre le normative comunali in materia rimarranno comunque in vigore per gestire il patrimonio esistente.
Dettagli operativi
La reazione del Municipio di Locarno non si è fatta attendere. Il sindaco Nicola Pini, pur nel rispetto della decisione federale, ha espresso la volontà di vederci chiaro. "Si tratta di un cambiamento importante per la Città", ha dichiarato, annunciando l'intenzione di "verificare nel dettaglio i dati su cui l’ARE ha fondato la sua decisione". Il focus è soprattutto sul numero di abitazioni sfitte o senza destinazione, definito "anomalo". L'amministrazione comunale intende anche approfondire a livello giuridico il conteggio degli affitti brevi a scopo turistico, un tema che presenta ancora "ambiguità di fondo". Per questo, il Municipio sta valutando un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF). È già stato incaricato un giurista esterno, che aveva precedentemente redatto due perizie in materia per conto della Città. Parallelamente, verrà avviata un'analisi approfondita delle cifre, con un'attenzione particolare agli appartamenti vuoti da lungo tempo. Nel frattempo, l'amministrazione ha assicurato che metterà in atto senza indugio tutte le disposizioni federali per conformarsi alla decisione. Questo blocco, seppur contestato, avrà implicazioni dirette sul settore edilizio e sullo sviluppo urbanistico della regione, influenzando potenzialmente anche l'offerta di lavoro nel comparto delle costruzioni.
Punti chiave
Cosa significa questo stop per il mercato locale e per chi vive e lavora nella regione? Se da un lato la misura mira a contrastare il fenomeno dei 'letti freddi' e a favorire il mercato delle residenze primarie, dall'altro potrebbe raffreddare gli investimenti nel settore immobiliare turistico, con possibili ripercussioni sull'indotto. Per i frontalieri, specialmente quelli impiegati nell'edilizia o nei servizi collegati, la situazione è da monitorare. Un rallentamento delle nuove costruzioni potrebbe modificare gli equilibri occupazionali nel Locarnese. ## Implicazioni a lungo termine La decisione su Locarno è un segnale forte della pressione esistente sul mercato abitativo ticinese. La gestione degli alloggi, siano essi primari, secondari o turistici, è un tema centrale che influenza direttamente il costo della vita. Capire come queste dinamiche impattano il proprio bilancio familiare è essenziale. Per avere un quadro chiaro delle spese, può essere utile confrontare i costi tra la propria provincia di residenza e il Ticino. Il nostro comparatore del costo della vita è uno strumento prezioso per analizzare queste differenze e pianificare con maggiore consapevolezza. Fonte: Tio.ch, 23 febbraio 2026