Inflazione torna in Italia, Pil a +0,5%

L'economia italiana con il freno tirato, torna l'inflazione: Pil a +0,5% e debito verso il 139%.
Contesto
In breve
- L'economia italiana resta con il freno tirato.
- Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è cresciuto appena dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo il +0,3% del primo trimestre.
- Per l'intero anno Banca d'Italia prevede un aumento dello 0,5%, destinato a rallentare allo 0,4% nel 2027 prima di risalire allo 0,9% nel 2028.
Fatti chiave
- Cosa: L'economia italiana con il freno tirato.
- Quando: Secondo trimestre del 2026.
- Dove: Italia.
- Chi: Banca d'Italia.
- Importo: +0,2% e +0,3%.
La fotografia della Banca d'Italia: l'economia continua a crescere ma senza accelerare. Tengono occupazione, banche e conti con l'estero, mentre il rialzo dei prezzi e l'aumento del debito pubblico restringono i margini di manovra.
L'economia italiana resta con il freno tirato. Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è cresciuto appena dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo il +0,3% del primo trimestre. Per l'intero anno Banca d'Italia prevede un aumento dello 0,5%, destinato a rallentare allo 0,4% nel 2027 prima di risalire allo 0,9% nel 2028. Nessuna recessione, ma una crescita ancora troppo debole per ridurre le fragilità strutturali del Paese.
Il confronto europeo accentua la distanza. Per il 2026 l'Eurosistema stima una crescita dello 0,8% nell'area euro, destinata a salire all'1,2% nel 2027. Commissione europea, Fondo monetario internazionale e OCSE concordano invece sulla previsione di un +0,5% per l'Italia quest'anno.
A complicare il quadro è soprattutto il ritorno dell'inflazione. Dopo una media dell'1,6% nel 2025, l'indice armonizzato dei prezzi è salito al 2,8% ad aprile, al 3,2% a maggio, per poi attestarsi al 3% a giugno e al 2,9% a luglio. Più contenuta l'inflazione di fondo, all'1,8%.
Banca d'Italia prevede per l'intero 2026 un aumento medio dei prezzi del 3,1%, con un rientro al 2% nel 2027 e all'1,9% nel 2028.
Segnali più favorevoli arrivano dal lavoro. Il grafico di Banca d'Italia mostra un'occupazione sui livelli più elevati della serie considerata e nettamente superiore a quella di inizio dello scorso decennio. Leggendo approssimativamente il grafico, si passa da circa 22,5 milioni di occupati nel 2010 a oltre 24 milioni nel 2026. Un incremento nell'ordine del 7%, ottenuto rapportando l'aumento stimato degli occupati al livello iniziale.
Positivi i rapporti con l'estero. Nei primi cinque mesi del 2026 si registra un avanzo di 6 miliardi di euro, mentre il saldo dei beni raggiunge i 21,7 miliardi. Il sistema bancario conserva inoltre elevati livelli di capitale e liquidità e i crediti deteriorati rimangono molto lontani dai picchi dello scorso decennio.
Il punto più delicato resta la finanza pubblica. Il deficit dovrebbe scendere dal 3,1% del Pil nel 2025 al 2,9% nel 2026, mentre il saldo primario migliorerebbe dallo 0,8% all'1,2%. Il debito segue però la direzione opposta, passando dal 134,7% del Pil nel 2024 al 137,1% nel 2025 e quest'anno è previsto al 138,6%.
Dettagli operativi
L'economia italiana resta con il freno tirato. Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è cresciuto appena dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo il +0,3% del primo trimestre. Per l'intero anno Banca d'Italia prevede un aumento dello 0,5%, destinato a rallentare allo 0,4% nel 2027 prima di risalire allo 0,9% nel 2028.
Il confronto europeo accentua la distanza. Per il 2026 l'Eurosistema stima una crescita dello 0,8% nell'area euro, destinata a salire all'1,2% nel 2027. Commissione europea, Fondo monetario internazionale e OCSE concordano invece sulla previsione di un +0,5% per l'Italia quest'anno.
A complicare il quadro è soprattutto il ritorno dell'inflazione. Dopo una media dell'1,6% nel 2025, l'indice armonizzato dei prezzi è salito al 2,8% ad aprile, al 3,2% a maggio, per poi attestarsi al 3% a giugno e al 2,9% a luglio. Più contenuta l'inflazione di fondo, all'1,8%.
Banca d'Italia prevede per l'intero 2026 un aumento medio dei prezzi del 3,1%, con un rientro al 2% nel 2027 e all'1,9% nel 2028.
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Punti chiave
L'economia italiana resta con il freno tirato. Nel secondo trimestre del 2026 il Pil è cresciuto appena dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo il +0,3% del primo trimestre.
Per l'intero anno Banca d'Italia prevede un aumento dello 0,5%, destinato a rallentare allo 0,4% nel 2027 prima di risalire allo 0,9% nel 2028.
Il confronto europeo accentua la distanza. Per il 2026 l'Eurosistema stima una crescita dello 0,8% nell'area euro, destinata a salire all'1,2% nel 2027.
Commissione europea, Fondo monetario internazionale e OCSE concordano invece sulla previsione di un +0,5% per l'Italia quest'anno.
A complicare il quadro è soprattutto il ritorno dell'inflazione. Dopo una media dell'1,6% nel 2025, l'indice armonizzato dei prezzi è salito al 2,8% ad aprile, al 3,2% a maggio, per poi attestarsi al 3% a giugno e al 2,9% a luglio.
Più contenuta l'inflazione di fondo, all'1,8%.
Banca d'Italia prevede per l'intero 2026 un aumento medio dei prezzi del 3,1%, con un rientro al 2% nel 2027 e all'1,9% nel 2028.
Segnali più favorevoli arrivano dal lavoro. Il grafico di Banca d'Italia mostra un'occupazione sui livelli più elevati della serie considerata e nettamente superiore a quella di inizio dello scorso decennio.
Leggendo approssimativamente il grafico, si passa da circa 22,5 milioni di occupati nel 2010 a oltre 24 milioni nel 2026.
Un incremento nell'ordine del 7%, ottenuto rapportando l'aumento stimato degli occupati al livello iniziale.
Positivi i rapporti con l'estero. Nei primi cinque mesi del 2026 si registra un avanzo di 6 miliardi di euro, mentre il saldo dei beni raggiunge i 21,7 miliardi.
Il sistema bancario conserva inoltre elevati livelli di capitale e liquidità e i crediti deteriorati rimangono molto lontani dai picchi dello scorso decennio.
Il punto più delicato resta la finanza pubblica. Il deficit dovrebbe scendere dal 3,1% del Pil nel 2025 al 2,9% nel 2026, mentre il saldo primario migliorerebbe dallo 0,8% all'1,2%.
Il debito segue però la direzione opposta, passando dal 134,7% del Pil nel 2024 al 137,1% nel 2025 e quest'anno è previsto al 138,6%.
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Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Come sta crescendo l'economia italiana nel 2026 secondo le previsioni?
- La Banca d'Italia prevede una crescita del PIL dello 0,5% per l'intero 2026. Nel secondo trimestre del 2026, il PIL è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, dopo un +0,3% nel primo. Si stima un rallentamento allo 0,4% nel 2027, con una ripresa allo 0,9% nel 2028.
- Qual è la previsione sull'inflazione in Italia per il 2026 e i prossimi anni?
- La Banca d'Italia prevede un aumento medio dei prezzi del 3,1% per l'intero 2026. Dopo una media dell'1,6% nel 2025, l'inflazione armonizzata ha raggiunto il 2,9% a luglio 2026. Si prevede un rientro al 2% nel 2027 e all'1,9% nel 2028.
- Ci sono segnali positivi sull'occupazione in Italia nel 2026?
- Sì, l'occupazione in Italia mostra segnali favorevoli, raggiungendo i livelli più elevati della serie storica considerata. Si stima un incremento di circa il 7% degli occupati dal 2010 al 2026, passando da circa 22,5 milioni a oltre 24 milioni, indicando una tendenza positiva nel mercato del lavoro.
- Come sta evolvendo il debito pubblico italiano nel 2026 e negli anni recenti?
- Il debito pubblico italiano è previsto in aumento, passando dal 134,7% del PIL nel 2024 al 137,1% nel 2025 e stimato al 138,6% nel 2026. Nonostante un miglioramento del deficit, che dovrebbe scendere al 2,9% nel 2026, il debito continua a crescere.
- Qual è la situazione dei rapporti commerciali e del sistema bancario italiano nel 2026?
- I rapporti con l'estero sono positivi, con un avanzo di 6 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026 e un saldo dei beni di 21,7 miliardi. Il sistema bancario è solido, mantenendo elevati livelli di capitale e liquidità, con crediti deteriorati molto inferiori ai picchi del decennio precedente.
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