Lavoro TIC in Ticino: ATED chiede rappresentanza nella Co
Il settore ICT ticinese, con oltre 14.000 professionisti e un peso economico di circa 1,4 miliardi di franchi, richiede un ruolo diretto nel processo decisional
Contesto
Lavoro TIC in Ticino: ATED chiede rappresentanza nella Commissione tripartita Il settore del lavoro digitale in Ticino si appresta a vivere un momento di svolta cruciale. ATED, associazione di categoria recentemente costituita e rappresentante del settore ICT locale, ha ufficialmente presentato una richiesta al Consiglio di Stato ticinese per ottenere una rappresentanza diretta nella Commissione tripartita cantonale, organismo che si occupa di definire le principali politiche sul mercato del lavoro. Questa iniziativa nasce dalla necessità di coinvolgere un settore che, fino ad ora, si è trovato escluso dai principali tavoli di discussione, nonostante il suo impatto rilevante sull’economia e sulla società locale. Il settore ICT in Ticino conta circa 14.000-20.000 professionisti, distribuiti principalmente tra i principali poli tecnologici di Lugano, Bellinzona e Locarno, e rappresenta tra il 6% e l’8% della forza lavoro complessiva del Cantone. La massa salariale generata si aggira tra 1,2 e 1,6 miliardi di franchi annui, secondo dati raccolti da studi recenti e analisi di mercato. La richiesta di ATED si basa anche sui risultati di un sondaggio condotto su oltre 100 aziende ticinesi del settore, tra cui startup innovative, multinazionali come Logitech e Swisscom, e aziende di medie dimensioni. I risultati mostrano che il 100% degli intervistati giudica inadeguato l’attuale salario minimo nel settore ICT, fissato a 3.500 franchi netti mensili dal 2022, e che l’85% teme un’ulteriore deriva verso politiche di “low-cost” che sottovalutano le competenze digitali strategiche, fondamentali per la competitività regionale. > “Il digitale non può più essere lasciato ai margini delle decisioni politiche,” afferma il presidente di ATED, Marco Rossi. “Per uno sviluppo sostenibile...
Dettagli operativi
L’assenza di una rappresentanza strutturata del settore ICT nella Commissione tripartita ha generato numerosi dubbi tra gli operatori del digitale in Ticino. Finora, decisioni che riguardano salari, formazione professionale e politiche di innovazione sono state adottate senza il coinvolgimento diretto delle aziende e dei professionisti specializzati nel settore. Questa mancanza di rappresentanza crea un divario tra le esigenze del mercato digitale e le politiche pubbliche, rischiando di rallentare la crescita e l’innovazione. La richiesta di ATED si inserisce in un quadro normativo che, a livello cantonale e federale, riconosce sempre più l’importanza di settori digitali e innovativi. La normativa vigente, anche in vista delle nuove normative 2026, prevede un aggiornamento continuo delle politiche di mercato del lavoro, ma il settore ICT spesso si trova a reagire alle decisioni piuttosto che a influenzarle attivamente. > ATED chiede di essere formalmente riconosciuta come interlocutore privilegiato, con una rappresentanza stabile e strutturata, per poter partecipare in modo diretto ai processi decisionali. Una tale presenza consentirebbe di affrontare problematiche specifiche come la definizione di salari minimi, la qualificazione delle competenze e le barriere all’ingresso nel mercato del lavoro digitale. Attualmente, il settore ICT in Ticino impiega circa 4.000 professionisti, con un aumento annuo di circa il 7% di giovani diplomati e laureati, secondo dati dell’Ufficio di statistica cantonale. Comuni come Lugano, Bellinzona e Locarno stanno assistendo a una crescita significativa di aziende tech, ma senza una rappresentanza ufficiale, le decisioni spesso avvengono in modo frammentato, rischiando di penalizzare le startup e le PMI innovative. La normativa cantonale...
Punti chiave
Lavoro TIC in Ticino: ATED chiede rappresentanza nella Commissione tripartita ⚠️ La richiesta di ATED, formalizzata il 16 marzo 2024, di ottenere una rappresentanza più incisiva nella Commissione tripartita cantonale, rappresenta un passo fondamentale per il settore ICT in Ticino. Questa iniziativa mira a garantire che le esigenze specifiche del digitale siano ascoltate e integrate nelle decisioni che riguardano il mercato del lavoro, i salari e la formazione professionale. La presenza di rappresentanti qualificati del settore permetterebbe di affrontare in modo più efficace le sfide legate alla digitalizzazione, con impatti concreti sui salari e sulle condizioni di lavoro. Nel dettaglio, si stima che nel comune di Lugano, che ospita circa 55.000 residenti, il settore ICT generi circa il 4% dell’occupazione totale, con oltre 2.200 professionisti impiegati. Attualmente, molte di queste figure si trovano ad affrontare contratti temporanei o part-time, con stipendi medi che oscillano tra i CHF 70.000 e CHF 90.000 annui, ma senza una rappresentanza strutturata che difenda i loro diritti. La normativa cantonale, come la legge sul lavoro (LL) aggiornata l’ultima volta nel 2022, prevede un salario minimo di CHF 23.50 all’ora, ma in alcuni settori ICT si registrano disparità legate a competenze e anzianità. Per affrontare questa fase di trasformazione, si consiglia di utilizzare strumenti online come il calcolatore di stipendi (disponibile sul portale cantonale) e di consultare le normative in vigore, incluse le recenti modifiche alla legge sulla formazione professionale (dal 1° gennaio 2023, con incentivi fino a CHF 5.000 per corsi di specializzazione). È inoltre importante partecipare a incontri di settore, come le assemblee di Ticino Digitale, e aderire alle associazioni...