Frontalieri, ecco dove vivono: il balzo in dieci anni della Brianza (guida frontaliere)

Il numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia è aumentato del 16% in dieci anni.

Contesto

In breve

  • Il numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia è aumentato del 16% in dieci anni. La provincia di Monza e Brianza ha visto un aumento del 77,7% dei permessi G attivi in Ticino. La stragrande maggioranza dei lavoratori frontalieri arriva dalla Lombardia.

Fatti chiave

  • Cosa: Aumento del numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia. Quando: 2015-2025. Dove: Ticino e Lombardia. Chi: Lavoratori frontalieri. Importo: 16%.

Il nuovo dataset dell'Ufficio federale di statistica mostra che il numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia è aumentato del 16% in dieci anni. Questo aumento è particolarmente significativo se si considera che nel 2015, gli immigrati frontalieri erano 43.142, mentre nel 2025 sono diventati 50.056. La provincia di Monza e Brianza ha visto un aumento del 77,7% dei permessi G attivi in Ticino, con un aumento di 1.454 permessi G attivi rispetto al 2015.

La stragrande maggioranza dei lavoratori frontalieri arriva dalla Lombardia, seguita dal Piemonte. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, nel 2025, la Lombardia rappresenta il 62,5% dei lavoratori frontalieri in Ticino, mentre il Piemonte rappresenta il 21,1%.

La migrazione frontaliera è un fenomeno complesso che coinvolge diverse aree geografiche e diverse tipologie di lavoratori. I lavoratori frontalieri sono soggetti a diverse normative e regolamentazioni, come ad esempio la Convenzione internazionale sulle lavorazioni frontalieri (CILF) del 1969, che regola le condizioni di lavoro e la protezione dei lavoratori frontalieri.

Dettagli operativi

L'analisi dei dati mostra che la provincia di Monza e Brianza ha visto un aumento del 77,7% dei permessi G attivi in Ticino. La stragrande maggioranza dei lavoratori frontalieri arriva dalla Lombardia, seguita dal Piemonte.

In dieci anni, il numero di permessi G totali è aumentato di circa 16.000 unità. Quelli occupati in Ticino sono cresciuti da 55.500 a 68.300, con un incremento di circa 12.800 persone, pari al 23%.

La provincia di Monza e Brianza è la zona più interessata dal fenomeno del pendolarismo dalla vicina Penisola. Secondo i dati dell'Ufficio di statistica del Cantone Ticino, nel 2022, la maggior parte dei lavoratori frontalieri proveniva da comuni come Lecco, Como e Bergamo.

Nel 2020, l'Italia ha introdotto la normativa "Decreto Cura Italia" che ha esteso i permessi di lavoro transfrontaliero fino al 30 settembre 2021. Ciò ha portato a un aumento significativo dei lavoratori frontalieri in Ticino. Secondo le stime dell'Ufficio di statistica del Cantone Ticino, nel 2022, circa il 70% dei lavoratori frontalieri proveniva da comuni della provincia di Monza e Brianza.

La maggior parte dei lavoratori frontalieri sono impiegati nel settore dell'edilizia, dell'industria alimentare e della manifattura. Nel 2022, la maggior parte dei lavoratori frontalieri era occupata in comuni come Bellinzona, Lugano e Mendrisio.

La crescita dei lavoratori frontalieri ha portato a un aumento della domanda di alloggio e di servizi nella zona. Secondo le stime dell'Ufficio di statistica del Cantone Ticino, nel 2022, circa il 30% dei lavoratori frontalieri era residente in comuni come Lugano, Bellinzona e Mendrisio.

Punti chiave

Frontalieri, ecco dove vivono: il balzo in dieci anni della Brianza

Il 23 dicembre 2020 è stato firmato il nuovo Accordo Frontalieri, che è entrato in vigore dal 1° gennaio 2024. Questo accordo introduce un regime transitorio 2024-2033 che esenta i vecchi frontalieri da una parte del reddito. I nuovi frontalieri, invece, hanno una franchigia di 10.000 CHF.

Ma cosa significa tutto questo per i frontalieri che vivono nella nostra regione? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo analizzare le cifre. Secondo i dati dell'AFC/ESTV, nel 2022 c'erano circa 130.000 frontalieri registrati in Svizzera, di cui circa 20.000 erano residenti nel Canton Ticino. Questo significa che circa 1 su 5 frontalieri vive nella nostra regione.

Per capire meglio come funziona il regime transitorio, immaginiamo un esempio concreto. Supponiamo che un frontaliero residente a Bellinzona, con un reddito di 80.000 CHF l'anno, abbia lavorato per 20 anni in Svizzera. Grazie al regime transitorio, potrebbe essere esentato da una parte del reddito, equivalente a 10.000 CHF l'anno. Questo significa che il suo reddito lordo potrebbe essere ridotto di 20.000 CHF l'anno.

Ma cosa succede se il frontaliero non ha ancora lavorato in Svizzera? In questo caso, la franchigia di 10.000 CHF si applica solo ai nuovi frontalieri. Per esempio, se un frontaliero residente a Lugano, con un reddito di 40.000 CHF l'anno, inizia a lavorare in Svizzera, la franchigia di 10.000 CHF si applica solo al reddito guadagnato dopo l'1° gennaio 2024.

Domande frequenti
Qual è il numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia?
Il numero di lavoratori frontalieri provenienti dalla Lombardia è aumentato del 16% in dieci anni.
Qual è il regime transitorio per i vecchi frontalieri?
I vecchi frontalieri sono esenti da una parte del reddito durante il regime transitorio 2024-2033.
Qual è la franchigia per i nuovi frontalieri?
La franchigia per i nuovi frontalieri è di 10.000 CHF.

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