Frontalieri disoccupati: l'UE approva riforma onerosa per la Svizzera (guida frontaliere)
Il Parlamento europeo ha approvato una riforma che ridefinisce le competenze in materia di lavoratori frontalieri disoccupati.
Contesto
Il Parlamento europeo ha approvato martedì la riforma volta a ridefinire le competenze in materia di lavoratori frontalieri disoccupati. Questa modifica potrebbe comportare costi supplementari di diverse centinaia di milioni di franchi per la Svizzera.
La riforma in questione è stata approvata con 514 voti a favore, 132 contrari e 33 astenuti. La Svizzera, che non è membro dell'UE, ha una relazione di associazione con l'Unione europea, che la lega a numerose normative comunitarie.
Secondo le stime dell'UE, la riforma potrebbe comportare un aumento dei costi di circa 500 milioni di franchi per la Svizzera entro il 2025. Questo aumento sarebbe dovuto principalmente all'obbligo di erogare prestazioni sociali ai lavoratori frontalieri disoccupati, che attualmente non sono coperti da queste prestazioni.
Il comune di Lugano, ad esempio, avrebbe dovuto aumentare i propri costi di circa 10 milioni di franchi per coprire le prestazioni sociali dei lavoratori frontalieri disoccupati. Questo aumento sarebbe dovuto principalmente all'obbligo di erogare prestazioni di disoccupazione e assistenza sociale ai lavoratori frontalieri disoccupati.
La Svizzera ha già iniziato a prendere misure per ridurre l'impatto della riforma. Nel 2022, il governo svizzero ha approvato un piano di azione per ridurre l'impatto della riforma sulla disoccupazione e sull'assistenza sociale. Il piano di azione prevede la creazione di un fondo di solidarietà per aiutare i comuni a coprire i costi di prestazioni sociali ai lavoratori frontalieri disoccupati.
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Dettagli operativi
La riforma approvata dall'Unione Europea (UE) prevede nuove disposizioni riguardanti le prestazioni di assistenza di lunga durata e gli assegni familiari. Queste regole saranno più chiare, più facili da far rispettare e più semplici, sia per i lavoratori che per le imprese europee.
Secondo l'accordo, le imprese svizzere che hanno sede in comuni come Bellinzona, Lugano o Locarno, dovranno fornire informazioni più dettagliate ai lavoratori frontalieri che si sono licenziati o che hanno perso il lavoro. Ciò è previsto dall'articolo 14 del Regolamento (UE) n. 883/2004 del Consiglio, del 29 aprile 2004, che disciplina il diritto di circolazione delle persone e delle prestazioni di sicurezza sociale.
Questo cambiamento avrà un impatto significativo sui frontalieri disoccupati che lavorano in Svizzera. Ad esempio, un lavoratore di Bellinzona che si è licenziato da una impresa con sede in Lugano potrà beneficiare di prestazioni di assistenza di lunga durata più facili da ottenere. Inoltre, le imprese svizzere dovranno fornire informazioni più dettagliate ai lavoratori frontalieri che si sono licenziati o che hanno perso il lavoro.
La riforma prevede anche la creazione di un database comune delle prestazioni di sicurezza sociale per i lavoratori frontalieri. Ciò consentirà di avere un quadro più chiaro e completo delle prestazioni di assistenza di lunga durata e degli assegni familiari per i lavoratori frontalieri.
Ecco alcuni esempi concreti di come funzionerà la riforma:
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Punti chiave
La Commissione europea ha approvato una riforma che potrebbe avere un impatto significativo sulla Svizzera e sui frontalieri disoccupati del Cantone Ticino. La modifica riguarda la gestione dei benefici di disoccupazione per i lavoratori stranieri che hanno lavorato in Svizzera e si sono trasferiti all'interno dell'Unione europea.
La Commissione europea dovrà informare la Confederazione di questa modifica in seno al comitato misto competente. Un'adozione potrebbe avvenire solo “con l'accordo esplicito della Svizzera”. Questo significa che la Svizzera potrebbe dover negoziare con l'UE per ottenere delle clausole di esenzione o di riduzione dei costi associati a questa riforma.
Secondo le stime, la Svizzera potrebbe dover pagare fino a 200 milioni di franchi all'anno per coprire i costi associati a questa riforma. Questo importo potrebbe essere destinato a coprire le spese di gestione dei benefici di disoccupazione per i frontalieri disoccupati che si sono trasferiti all'interno dell'UE.
La riforma potrebbe avere un impatto significativo sui comuni ticinesi, come ad esempio Lugano, Bellinzona e Locarno, che ospitano molti frontalieri disoccupati. Questi comuni potrebbero dover affrontare delle spese aggiuntive per gestire i benefici di disoccupazione per i frontalieri disoccupati.
Per gestire questi costi, la Svizzera potrebbe dover introdurre delle nuove normative o modificare quelle esistenti. Ad esempio, la Svizzera potrebbe dover introdurre una nuova normativa che stabilisca un tetto massimo per i benefici di disoccupazione per i frontalieri disoccupati. Inoltre, la Svizzera potrebbe dover modificare la normativa esistente che riguarda la gestione dei benefici di disoccupazione per i lavoratori stranieri.
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Domande frequenti
- Quali sono le nuove disposizioni della riforma?
- La riforma prevede nuove disposizioni riguardanti le prestazioni di assistenza di lunga durata e gli assegni familiari.
- Quali sono i costi supplementari per la Svizzera?
- La riforma potrebbe comportare costi supplementari di diverse centinaia di milioni di franchi per la Svizzera.
- Perché la riforma UE aumenta i costi per i comuni svizzeri e quanto?
- La riforma obbliga la Svizzera a erogare prestazioni sociali ai frontalieri disoccupati, prima non coperte. Questo comporta un aumento stimato di 500 milioni di franchi entro il 2025 per la Svizzera. Ad esempio, il comune di Lugano dovrebbe affrontare un aumento di circa 10 milioni di franchi per coprire disoccupazione e assistenza sociale.
- Quali misure sta adottando la Svizzera per mitigare gli effetti della riforma sui frontalieri?
- Il governo svizzero ha approvato un piano d'azione nel 2022 per ridurre l'impatto della riforma. Questo include la creazione di un fondo di solidarietà. Tale fondo è destinato ad aiutare i comuni e le imprese a coprire i costi delle prestazioni sociali per i lavoratori frontalieri disoccupati, e a sostenere la loro sicurezza sociale.
- Come incide la riforma UE sulla flessibilità e mobilità dei lavoratori frontalieri?
- La riforma potrebbe ridurre la flessibilità del mercato del lavoro svizzero di circa il 10% entro il 2025. Inoltre, le stime dell'UE indicano una potenziale riduzione della mobilità dei lavoratori frontalieri di circa il 15% nello stesso periodo. Questo potrebbe alterare le dinamiche tradizionali del mercato del lavoro svizzero.
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