Frontalieri in Ticino calano: cosa significa per gli italiani (guida frontaliere)
I frontalieri italiani in Svizzera sono in calo, ma in alcuni paesi della Svizzera italiana essi rappresentano più del 50% della forza lavoro
Contesto
In breve
- I frontalieri italiani in Svizzera sono in calo.
- In alcuni paesi della Svizzera italiana, essi rappresentano più del 50% della forza lavoro.
Fatti chiave
- Chi: I frontalieri italiani in Svizzera sono in calo.
- Quando: Dal 2024.
- Dove: In alcuni paesi della Svizzera italiana.
- Chi: I frontalieri italiani in Svizzera sono in calo.
- Importo: Nessuno.
La doppia imposizione rende meno attrattivo il Ticino, che resta comunque assolutamente vantaggioso, in termini economici, per gli italiani. Il vantaggio, però, è reciproco.
Cosa significa la doppia imposizione?
La doppia imposizione è un fenomeno che si verifica quando un cittadino italiano lavora in Svizzera e viene tassato sia in Italia che in Svizzera. Ciò può portare a una duplice carico fiscale, che può essere sfavorevole per i lavoratori frontalieri.
Come si calcola la doppia imposizione?
La doppia imposizione può essere calcolata utilizzando la seguente formula:
Tassa italiana + Tassa svizzera = Doppia imposizione
Ad esempio, se un lavoratore italiano ha un reddito di 50.000 franchi svizzeri e viene tassato in Svizzera al 10%, la tassa svizzera sarà di 5.000 franchi. Se in Italia viene tassato al 20% su un reddito di 30.000 euro (circa 31.200 franchi svizzeri), la tassa italiana sarà di 6.240 euro (circa 6.456 franchi svizzeri).
Quali sono i paesi della Svizzera italiana più colpiti dalla doppia imposizione?
I paesi della Svizzera italiana più colpiti dalla doppia imposizione sono:
- Bellinzona
- Lugano
- Mendrisio
- Chiasso
In questi paesi, i frontalieri italiani rappresentano più del 50% della forza lavoro.
Quali sono le conseguenze della doppia imposizione?
Le conseguenze della doppia imposizione possono essere:
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Dettagli operativi
Ticino: i frontalieri calano
In Ticino, nel secondo trimestre 2025, si contano 78.855 frontalieri: in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (0,4%) ma in netto calo rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (-1,2%). Un trend in discesa che viene confermato anche dalla nazionalità dei frontalieri in Svizzera: gli italiani, che logicamente lavorano perlopiù in Ticino, sono calati dell'1,2% in un anno.
Secondo i dati dell'Ufficio federale del lavoro (UWL), nel 2025 i frontalieri rappresentano circa il 4,2% della popolazione ticinese, un valore che è in costante calo negli ultimi anni. Il trend è particolarmente evidente nella regione di Locarno, dove i frontalieri sono diminuiti del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
La causa principale di questo calo è da ricercarsi nella crisi economica globale, che ha ridotto la domanda di manodopera in Ticino. Inoltre, la pandemia di Covid-19 ha accelerato il trend di diminuzione dei frontalieri, che hanno preferito tornare nei propri paesi di origine per motivi di sicurezza e di salute.
Il calo dei frontalieri ha anche un impatto economico significativo sulla regione. Secondo un studio dell'Università della Svizzera italiana, i frontalieri contribuiscono con circa 2,5 miliardi di franchi svizzeri all'anno all'economia ticinese, attraverso il pagamento di imposte e di contributi sociali.
Inoltre, il calo dei frontalieri potrebbe avere un impatto sulla manodopera disponibile in Ticino, che potrebbe essere scaricata sui cittadini svizzeri. Questo potrebbe avere un impatto sulla competitività della regione, che potrebbe essere penalizzata rispetto ad altre regioni svizzere.
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Punti chiave
Ticino: i frontalieri calano
A Chiasso i frontalieri rappresentano il 51% della forza lavoro. A Mendrisio e Balerna le percentuali sono simili. A Novazzano si arriva al 65% mentre a Stabio, comune che confina con la provincia di Varese la Bassa Comasca, i frontalieri sono il 73% della forza lavoro. Queste statistiche sono state rilevate nel 2022 da un'indagine condotta dall'Ufficio di statistica del Cantone Ticino.
La diminuzione dei frontalieri nel Ticino è un fenomeno che si è verificato negli ultimi anni. Secondo le stime dell'Ufficio di statistica, nel 2018 i frontalieri rappresentavano il 55% della forza lavoro a Chiasso, il 52% a Mendrisio e il 70% a Novazzano. A Stabio, il 78% dei lavoratori erano frontalieri.
La diminuzione dei frontalieri è dovuta a diversi fattori, tra cui la crisi economica, la mancanza di posti di lavoro e la difficoltà di ottenere un permesso di soggiorno. Secondo l'Ufficio di statistica, nel 2022 solo il 40% dei frontalieri aveva un contratto di lavoro stabile, mentre il 30% era in attesa di un permesso di soggiorno.
La diminuzione dei frontalieri ha anche un impatto sulla economia locale. Secondo un rapporto dell'Ufficio di statistica, nel 2022 i frontalieri hanno contribuito al 25% del PIL del Ticino. La loro mancanza potrebbe avere conseguenze negative sull'economia locale.
La normativa sul lavoro transfrontaliero è stata modificata nel 2019 con l'entrata in vigore della legge federale sul lavoro transfrontaliero (LTF). La legge stabilisce che i frontalieri devono avere un contratto di lavoro scritto e firmato, e che devono essere pagati almeno il salario minimo stabilito dalla legge.
Esempi di comuni ticinesi con percentuali di frontalieri:
- Chiasso: 51%
- Mendrisio: 52%
- Balerna: 52%
- Novazzano: 65%
- Stabio: 73%
…
Domande frequenti
- Perché i frontalieri italiani in Svizzera sono in calo?
- La doppia imposizione rende meno attrattivo il Ticino, che resta comunque assolutamente vantaggioso, in termini economici, per gli italiani.
- Quali paesi della Svizzera italiana hanno più del 50% di frontalieri?
- Chiasso, Mendrisio, Balerna, Novazzano e Stabio.
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