Varese città del Cavolo: il festival si presenta a Castronno

Il 15 ottobre il progetto sarà presentato a Castronno Materia ospita cultura e cena a tema cavolo Il festival valorizza le brassicacee varesine Coinvolti
Contesto
In breve
- Il 15 ottobre il progetto sarà presentato a Castronno
- Materia ospita cultura e cena a tema cavolo
- Il festival valorizza le brassicacee varesine
- Coinvolti coltivatori, ristoratori e fioristi
Fatti chiave
- Evento → Varese città del Cavolo
- Data → giovedì 15 ottobre
- Luogo → Materia Spazio Libero, Castronno
- Formula → approfondimento culturale e cena nell'agorà
- Tema → brassicacee varesine
Giovedì 15 ottobre Materia Spazio Libero, a Castronno, ospiterà la presentazione di Varese città del Cavolo, il primo festival delle brassicacee varesine. La serata è stata pensata come un appuntamento particolare per l'hub: oltre all'approfondimento culturale, prevede una cena a tema negli spazi dell'agorà.
L'iniziativa nasce da una presenza molto comune nei campi e negli orti del Varesotto. Il cavolo, nelle sue diverse forme, è dappertutto: dal cappuccio al cavolo nero, passando per le verze e per il pak choi, il cavolo cinese. Proprio questa diffusione, osservata senza che spesso venga riconosciuta, ha portato Franca Formenti a immaginare un festival dedicato alle brassicacee del territorio.
Il progetto gioca anche sul doppio senso del termine cavolo, ma la serata di Castronno lo presenta come un lavoro serio di valorizzazione. Il punto non è soltanto parlare di un ortaggio: è mettere in evidenza ciò che già viene coltivato, cucinato e proposto nel Varesotto. Per questo, accanto alla parte culturale, la formula comprende il momento conviviale della cena.
Una presentazione dedicata alla filiera locale
La prima edizione mette al centro coltivatori, ristoratori e fioristi, con l'obiettivo di portare l'attenzione sugli orti, sui fiori e sulle attività legate al cibo. La serata di Materia serve a presentare il progetto e a collegare la riflessione sulle brassicacee alla loro presenza concreta nei campi e nei menu.
Non viene proposta come una semplice celebrazione del cavolo. Il nome volutamente ironico attira l'attenzione, mentre il contenuto riguarda coltivazione, alimentazione e ristorazione, ambiti che saranno affrontati con ospiti diversi. La formula scelta unisce quindi il momento di approfondimento alla cena preparata seguendo il tema dell'iniziativa.
Per l'hub di Castronno si tratta anche di una novità nella programmazione degli eventi, perché la serata affianca alla parte culturale un momento conviviale nell'agorà. Sarà il momento più culturale del festival, mentre gli altri appuntamenti e le attività aderenti sono raccolti sul sito ufficiale dell'iniziativa.
Dettagli operativi
Da un'osservazione nei campi alla verifica degli esperti
Per due anni Franca Formenti ha osservato orti e campagne del Varesotto, incontrando in tutto il territorio cavoli, verze, cavolo nero e numerose altre specie. La sua intuizione si è rafforzata quando un’associazione tedesca ha scelto il cavolo come “ortaggio dell’anno”.
Da lì è iniziato il confronto con vivaisti e agricoltori. Formenti ha trovato campi pieni di brassicacee e ha proposto un festival per mettere in evidenza quella che ha definito un'eccellenza nascosta. Secondo il racconto dell'ideatrice, la coltivazione esiste già, ma non viene raccontata abbastanza.
Varese è all'avanguardia, e nessuno ne parla.
Il primo esperto coinvolto è stato l'agronomo Luciano Riva. Formenti gli ha mostrato il progetto per verificarne il fondamento e ha ricevuto una valutazione positiva. Riva le ha anche inviato un testo di approfondimento, pubblicato sul sito ufficiale del festival. Il suo giudizio ha confermato l'idoneità di Varese alla coltivazione delle brassicacee e ha accompagnato l'avvio dell'iniziativa.
Le competenze riunite a Materia
Luciano Riva, agronomo e direttore della rivista Habitat Ambiente, sarà tra i protagonisti dell’incontro, insieme a Rolando Saccucci, fiduciario della Condotta di Varese di Slow Food, e alla dottoressa Marta Maugeri, medico nutrizionista.
La parte agricola sarà rappresentata da Luisa Broggini e Camilla Crugnola di OrtoBroggini. Per la ristorazione parteciperanno invece Gianni Malnati ed Elena Spasciani della pizzeria Così com'è, che aderisce all'iniziativa. La composizione degli ospiti porta nello stesso incontro il punto di vista dell'agronomia, quello della nutrizione, la produzione agricola e l'esperienza della cucina.
Il senso del programma, secondo Formenti, è mostrare che non si tratta soltanto di un festival dedicato al cavolo. La serata vuole riconoscere il lavoro che viene già svolto a Varese attorno alle brassicacee, dai campi fino alla tavola, con il contributo di chi le coltiva, le studia, ne approfondisce i benefici o le inserisce nei propri menu.
Punti chiave
Gli appuntamenti dopo la presentazione
La serata del 15 ottobre sarà il passaggio più culturale, ma il festival proseguirà con altre attività indicate sul sito ufficiale. Hanno aderito realtà diverse, dagli agriturismi ai ristoranti fino ai coltivatori, che propongono nei loro menu piatti a base di cavolo.
Il calendario comprende anche un appuntamento previsto per il 28 ottobre nel locale Zona Franca. Si tratta di un'apericena con la nutrizionista, pensata per approfondire i benefici effetti del cavolo. L'iniziativa porta quindi il tema fuori dalla sola coltivazione e lo collega all'alimentazione, con un incontro affidato alla competenza della dottoressa Marta Maugeri.
Tra l'1 e il 2 novembre è inoltre previsto un workshop di fermentazione. La tecnica viene indicata come uno dei più importanti metodi di conservazione dei cavoli e rappresenta un ulteriore modo per affrontare il tema delle brassicacee, dopo la serata culturale e le proposte dei locali aderenti.
Le formule per la serata di Castronno
Per l'appuntamento a Materia sono previste due possibilità di partecipazione. Ci si può prenotare alla serata completa, con la cena nell'agorà, oppure soltanto alla parte culturale. La fonte indica un link per scegliere entrambe le formule e confermare il proprio posto.
La presentazione rappresenta anche la prima uscita pubblica di Franca Formenti come Studio Food Power, lo studio nato con l'obiettivo di comunicare il cibo in modo diverso. Formenti ha spiegato di occuparsi di attivismo e arte dal 2007 e di notare che, nel mondo della comunicazione, vengono ancora utilizzati linguaggi già impiegati vent'anni fa.
L'invito di Materia assume per lei un significato di legittimazione del nuovo studio. La serata, insieme agli appuntamenti successivi, diventa così il primo percorso pubblico di un progetto che parte dai cavoli presenti nei campi del Varesotto e li porta dentro incontri, menu, nutrizione e tecniche di conservazione.
Fonte: varesenews.it
Domande frequenti
- Quando e dove si presenta il festival Varese città del Cavolo?
- La presentazione ufficiale è in programma per giovedì 15 ottobre presso Materia Spazio Libero a Castronno. L'evento è stato ideato per fondere un momento di approfondimento culturale con una cena a tema negli spazi dell'agorà, segnando il lancio del primo festival dedicato alle brassicacee del territorio varesino.
- Chi sono i protagonisti della serata di presentazione?
- La serata vedrà la presenza di Franca Formenti, ideatrice del progetto, insieme a esperti chiave: l'agronomo Luciano Riva, il nutrizionista Marta Maugeri e il fiduciario Slow Food Rolando Saccucci. Saranno presenti anche rappresentanti della filiera locale, come Luisa Broggini e Camilla Crugnola di OrtoBroggini e i ristoratori della pizzeria Così com'è.
- Quali altre attività sono previste nel calendario del festival?
- Oltre alla serata del 15 ottobre, il festival prevede un'apericena con la nutrizionista il 28 ottobre al locale Zona Franca. Inoltre, tra l'1 e il 2 novembre, sarà organizzato un workshop dedicato alla tecnica di fermentazione dei cavoli, offrendo un'ulteriore occasione per approfondire la conservazione e il consumo delle brassicacee.