Webuild e Salini: serve collaborazione per un Ticino competitivo

Webuild e Salini: serve collaborazione per un Ticino

Amministratore delegato di Webuild chiede alleanza tra istituzioni e imprese per progetti infrastrutturali in Ticino e Italia. Mercato globale delle costruzioni a 5.180 miliardi di dollari entro il 2030.

Contesto

In breve

  • Webuild promuove la collaborazione tra istituzioni e imprese per competere nel mercato globale delle infrastrutture.
  • Il modello proposto crea un distretto itinerante per esportare il saper fare italiano, con focus su qualità e competenze.
  • I frontalieri ticinesi possono beneficiare di nuove opportunità, ma devono aggiornare le proprie competenze.
  • Il Canton Ticino può diventare un hub logistico, con più lavoro e integrazione formativa con la Lombardia.

Fatti chiave

  • Cosa: Webuild, guidata da Pietro Salini, promuove una collaborazione sistemica tra istituzioni, industria e accademia per competere nel mercato globale delle infrastrutture.
  • Quando: L'evento "Costruire secondo bellezza" del 15 aprile 2026 a Milano ha evidenziato l'importanza di questa collaborazione.
  • Dove: Il Canton Ticino e la Lombardia, con progetti come l'ampliamento ferroviario Como-Varese e la ristrutturazione del valico di Chiasso.
  • Chi: Webuild, con 95.000 dipendenti, guida una filiera di 17.500 imprese, promuovendo la formazione e la sicurezza come pilastri per la competitività.
  • Importo: Il mercato globale delle infrastrutture raggiungerà i 5.180 miliardi di dollari al 2030, secondo l'articolo.
  • Scadenza: Non sono indicate scadenze specifiche, ma i prossimi mesi saranno cruciali per accordi e pianificazione dei progetti pilota.

MILANO. "Per continuare a competere ai massimi livelli in un mercato mondiale delle infrastrutture che raggiungerà i 5.180 miliardi di dollari al 2030, è necessario rafforzare sempre più la collaborazione sistemica tra istituzioni, industria e accademia". Le parole di Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild, pronunciate oggi a Milano durante l'evento Costruire secondo bellezza. Dove infrastrutture e design si incontrano, non lasciano spazio a interpretazioni.

Il confronto si è svolto nell'ambito della mostra EVOLUTIO, promossa dal Gruppo fino al 3 maggio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Presenti all'incontro anche Maria Porro (presidente del Salone del Mobile di Milano), Mario Cucinella (fondatore di MCA - Mario Cucinella Architects), Francesco Zurlo (preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano), Antonio Calabrò (presidente di Museimpresa) e Guido Guerzoni (professore di Museum Management presso l'Università Bocconi).

Il modello Webuild: un distretto itinerante per l'export

Salini ha sottolineato come Webuild operi come capofila di una filiera strutturata che aggrega 17.500 imprese, costituendo un vero e proprio distretto itinerante capace di esportare il saper fare italiano nei grandi piani infrastrutturali globali. Una strategia che diventa cruciale in fasi di instabilità geopolitica, dove le grandi opere complesse rappresentano un fondamentale investimento anticiclico.

Questo ecosistema produttivo supera la logica del solo prezzo, puntando invece su qualità, estetica, affidabilità e capacità di gestire commesse di estrema complessità. Un modello che, secondo Salini, si sta rivelando vincente: "Le nostre opere non sono solo utili, ma rappresentano monumenti contemporanei capaci di durare nel tempo", ha aggiunto.

Infrastrutture come volano per il Ticino e la Lombardia

L'attenzione di Webuild sui progetti transfrontalieri è massima. Tra gli esempi citati: le stazioni dell'arte di Napoli, le archeostazioni di Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali della Linea C della Metro di Roma, e i ritrovamenti per la M4 di Milano. Progetti che dimostrano come l'infrastruttura possa rigenerare il tessuto urbano e valorizzare la storia.

Per il Ticino, questa visione si traduce in opportunità concrete. Progetti come l'ampliamento della rete ferroviaria tra Como e Varese, la ristrutturazione del valico di Chiasso, o la realizzazione di nuove connessioni stradali tra Lugano e la Lombardia potrebbero beneficiare di questa collaborazione sistemica. Non si tratta solo di costruire, ma di creare valore condiviso tra le due sponde del confine.

Formazione e sicurezza: due pilastri per la competitività

Un altro aspetto centrale del modello Webuild è la formazione. Il Gruppo garantisce il trasferimento generazionale di competenze tecniche uniche: "Attraverso un modello che prevede la formazione attraverso diverse scuole, rispondiamo al mismatch tra domanda e offerta di lavoro qualificato", ha spiegato Salini. Attualmente, Webuild conta 95.000 persone nel Gruppo, di cui 22.000 solo in Italia.

La sicurezza sul lavoro è altrettanto prioritaria. Nel triennio 2022-2025, Webuild ha erogato oltre 3 milioni di ore di formazione, diventando best in class mondiale di settore. Un risultato che eleva gli standard operativi dell'intera filiera, inclusi i cantieri ticinesi.

"L’alleanza tra istituzioni, industria e accademia è più di ogni tecnologia: è ciò che trasforma un progetto in eredità per le future generazioni" — Pietro Salini, AD di Webuild

Dettagli operativi

"Non basta avere le migliori tecnologie se manca una visione condivisa". Questa frase sintetizza il cuore della proposta di Salini, con implicazioni dirette per i frontalieri ticinesi che lavorano in Lombardia o i professionisti italiani che operano nel Cantone.

Cosa cambia per chi lavora al confine

La collaborazione tra istituzioni e imprese potrebbe portare a una maggiore integrazione tra i mercati del lavoro di Ticino e Lombardia. Progetti come la realizzazione di nuove stazioni ferroviarie o la ristrutturazione di valichi storici richiedono competenze trasversali: ingegneri, architetti, tecnici della sicurezza, ma anche esperti in logistica e gestione delle risorse umane.

Attualmente, i frontalieri ticinesi rappresentano una componente fondamentale dell'economia del Cantone. Secondo dati recenti, sono oltre 70.000 i lavoratori che ogni giorno attraversano il confine, soprattutto verso Varese, Como e Milano. Una forza lavoro che potrebbe beneficiare di nuove opportunità formative e di una maggiore collaborazione tra enti locali.

Prima vs dopo: scenari concreti

Prima dell'iniziativa: I progetti infrastrutturali transfrontalieri spesso subivano ritardi a causa di mancanza di coordinamento tra enti, differenze normative o procedure burocratiche complesse. Le imprese si trovavano a operare in un contesto frammentato, con rischi di sovrapposizioni o lacune nella gestione.

Dopo l'iniziativa: La collaborazione istituzioni-imprese potrebbe snellire le procedure, riducendo i tempi di approvazione e migliorando la qualità dei progetti. Per i frontalieri, questo si tradurrebbe in:

  • Maggiore stabilità occupazionale: Cantieri più rapidi e completi significano meno rischi di sospensioni o licenziamenti.
  • Nuove competenze richieste: Formazione mirata su sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità, con certificazioni riconosciute su entrambe le sponde del confine.
  • Accesso a lavori di maggiore responsabilità: Progetti complessi come quelli citati da Salini (archeostazioni, stazioni dell'arte) richiedono figure altamente specializzate.

Il ruolo delle istituzioni ticinesi

Il Canton Ticino, tramite il Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) e il Dipartimento del territorio, potrebbe giocare un ruolo chiave. Ad esempio:

  • Promuovere accordi con la Regione Lombardia per la condivisione di best practice nella gestione dei cantieri.
  • Semplificare le procedure di riconoscimento delle competenze per i lavoratori frontalieri che operano in settori strategici (edilizia, trasporti, energia).
  • Investire in formazione duale (scuola-lavoro) in collaborazione con Webuild e altre grandi imprese del settore.

Un esempio concreto: il valico di Chiasso

Il valico di Chiasso è uno dei principali punti di accesso per i frontalieri. La sua ristrutturazione, se realizzata con un approccio collaborativo, potrebbe:

  • Ridurre i tempi di attesa per i lavoratori, attualmente stimati in media 30-45 minuti nelle ore di punta.
  • Migliorare la sicurezza con sistemi di controllo avanzati e aree dedicate per emergenze.
  • Creare nuovi posti di lavoro sia in Ticino che in Lombardia, con ricadute positive sull'economia locale.

Sfide e ostacoli

Non mancano le criticità. Tra queste:

  • Differenze normative: Le procedure di appalto in Svizzera e Italia spesso divergono, soprattutto in tema di sicurezza sul lavoro e ambiente.
  • Costi e finanziamenti: I grandi progetti richiedono investimenti consistenti, che devono essere condivisi tra più soggetti.
  • Resistenza al cambiamento: Alcune amministrazioni locali potrebbero essere riluttanti a modificare procedure consolidate.

Tuttavia, il modello proposto da Salini offre una via d'uscita: la collaborazione sistemica può superare queste barriere, trasformando i vincoli in opportunità.

Il futuro delle infrastrutture tra Ticino e Lombardia

Se il modello Webuild avrà successo, il Ticino potrebbe posizionarsi come hub logistico e infrastrutturale tra Svizzera e Italia. Questo implicherebbe:

  • Un aumento della domanda di lavoratori qualificati nei settori edile, tecnico e della sicurezza.
  • Una maggiore integrazione tra i sistemi formativi ticinesi e lombardi.
  • Nuove partnership tra aziende locali e multinazionali del settore.

Per i frontalieri, ciò significherebbe più opportunità di carriera, formazione continua e stabilità lavorativa. Non solo: progetti di questo calibro potrebbero attirare investimenti anche in settori collaterali, come l'ospitalità e i servizi.

Cosa devono fare i frontalieri

Per cogliere queste opportunità, i lavoratori frontalieri dovrebbero: 1. Monitorare gli annunci di Webuild e altre grandi imprese del settore infrastrutturale, sia in Ticino che in Lombardia. 2. Aggiornare le proprie competenze su sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità, attraverso corsi riconosciuti. 3. Partecipare a iniziative di networking tra istituzioni e imprese, come quelle promosse dalla Camera di Commercio italo-svizzera o dal DFE ticinese.

📊 Dati chiave:

  • Frontalieri ticinesi: 70.000+ lavoratori quotidiani
  • Mercato infrastrutture globale: 5.180 miliardi di dollari al 2030
  • Imprese nella filiera Webuild: 17.500
  • Formazione sicurezza: 3 milioni di ore nel triennio 2022-2025

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Punti chiave

Se la collaborazione tra istituzioni e imprese diventerà realtà, i frontalieri ticinesi e i professionisti italiani che operano nel Cantone dovranno essere pronti a cogliere le nuove opportunità. Ecco cosa fare passo dopo passo per non farsi trovare impreparati.

Step 1: Verificare progetti infrastrutturali in corso

I primi cantieri che potrebbero beneficiare dell'approccio collaborativo di Webuild sono quelli già in fase di pianificazione o avvio. Per i frontalieri, è fondamentale:

  • Consultare il sito del DFE ticinese (nav:jobs) per monitorare i bandi di gara e le opportunità di lavoro nei settori strategici (edilizia, trasporti, energia).
  • Controllare gli annunci di Webuild e delle altre 17.500 imprese della filiera, disponibili sui loro siti istituzionali o su piattaforme specializzate come nav:companies.
  • Iscriversi alle newsletter della Camera di Commercio italo-svizzera o dell'Ordine degli Ingegneri del Canton Ticino per ricevere aggiornamenti in tempo reale.

Step 2: Aggiornare le competenze richieste

La sicurezza sul lavoro e la digitalizzazione sono due pilastri del modello Webuild. Per i frontalieri, questo significa:

  • Partecipare a corsi di formazione sulla sicurezza nei cantieri, come quelli organizzati da SUPSI o EOC. Alcuni corsi sono già riconosciuti in Lombardia e Ticino.
  • Imparare gli strumenti digitali utilizzati nei grandi progetti infrastrutturali, come BIM (Building Information Modeling) o piattaforme di gestione dei cantieri.
  • Ottenere certificazioni specifiche, ad esempio per operare in ambienti a rischio o con macchinari particolari. Webuild organizza corsi interni che, in alcuni casi, possono essere estesi anche a professionisti esterni.

⚠️ Attenzione: Alcune competenze, come quelle in materia di sicurezza sul lavoro secondo la normativa svizzera (SUVA), sono obbligatorie per lavorare nei cantieri ticinesi. Verificate sempre i requisiti prima di candidarvi.

Step 3: Partecipare a iniziative di networking

La collaborazione istituzioni-imprese si basa anche sulla condivisione di know-how. I frontalieri possono contribuire attivamente partecipando a:

  • Tavoli tecnici organizzati dal DFE o dalla Regione Lombardia, dove si discutono i progetti infrastrutturali transfrontalieri.
  • Eventi di settore, come quelli promossi da Museimpresa o dal Politecnico di Milano SUPSI, che mettono in contatto imprese, istituzioni e professionisti.
  • Gruppi di lavoro sui temi della formazione duale, dove si progettano percorsi formativi condivisi tra Ticino e Lombardia.

Step 4: Monitorare gli incentivi fiscali e le agevolazioni

Per attrarre investimenti e competenze, il Canton Ticino e la Regione Lombardia potrebbero introdurre nuove agevolazioni fiscali o contributi per la formazione. Tenete d'occhio:

  • Il sito del DFE ticinese per eventuali bandi regionali o cantonali.
  • Le comunicazioni della SUPSI e dell'Università della Svizzera Italiana (USI), che spesso promuovono progetti formativi con finanziamenti pubblici.
  • Gli accordi bilaterali tra Svizzera e Italia, che potrebbero prevedere sgravi fiscali per chi lavora in settori strategici.

Step 5: Prepararsi ai cambiamenti normativi

La collaborazione tra istituzioni e imprese potrebbe portare a nuove normative in materia di:

  • Appalti pubblici transfrontalieri: Procedure semplificate per i progetti condivisi.
  • Riconoscimento delle competenze: Maggiore flessibilità nel validare titoli professionali tra Ticino e Lombardia.
  • Sicurezza sul lavoro: Allineamento degli standard tra i due Paesi.

Per non farsi trovare impreparati, è utile:

  • Consultare periodicamente il sito dell'SECO (Segreteria di Stato dell'Economia) per aggiornamenti sulle leggi svizzere.
  • Partecipare a webinar organizzati da enti come Agenzia Entrate o Camera di Commercio, che spiegano le novità in materia di lavoro transfrontaliero.
  • Richiedere consulenza a studi legali specializzati in diritto del lavoro italo-svizzero.

Scadenze e tempistiche

Al momento, non sono state indicate scadenze specifiche per l'adozione del modello collaborativo. Tuttavia, l'evento di Milano del 15 aprile 2026 segna un primo passo concreto. I prossimi mesi saranno cruciali per:

  • La firma di accordi tra Webuild e le istituzioni ticinesi e lombarde.
  • L'avvio di tavoli tecnici per la pianificazione dei primi progetti pilota.
  • La definizione delle procedure di finanziamento e dei bandi di gara.

Strumenti utili per i frontalieri

Per affrontare al meglio questo cambiamento, i frontalieri possono utilizzare:

  • nav:calculator: Calcolatore degli stipendi netti per lavoratori frontalieri, con aggiornamenti sulle aliquote fiscali e contributive.
  • nav:tax-return: Guida pratica per la dichiarazione dei redditi in Ticino e Lombardia, con focus sulle agevolazioni per chi lavora al confine.
  • nav:salary-compare: Confronto tra stipendi medi nei settori strategici (edilizia, trasporti, energia) tra Ticino e Lombardia.
  • nav:jobs: Banca dati aggiornata delle offerte di lavoro nei settori infrastrutturali, sia in Ticino che in Lombardia.
  • nav:living-ch: Guida per trasferirsi in Ticino, con informazioni su costi, alloggi e servizi per frontalieri.

Cosa succede se non si agisce?

Rimanere immobili in questa fase di cambiamento potrebbe comportare:

  • Perdita di opportunità lavorative nei settori strategici.
  • Mancato accesso a formazione di qualità, che potrebbe limitare la crescita professionale.
  • Rischio di obsolescenza delle competenze, soprattutto in un mercato che richiede sempre più specializzazione.

Conclusione: il momento di agire è ora

L'iniziativa di Webuild e Pietro Salini rappresenta una opportunità unica per i frontalieri ticinesi e i professionisti italiani che operano nel Cantone. Non si tratta solo di costruire infrastrutture, ma di costruire futuro: più posti di lavoro, più formazione, più collaborazione tra i due Paesi.

Il Canton Ticino, con il suo posizionamento strategico, può diventare un laboratorio di innovazione in questo senso. Sta a ciascun frontaliero cogliere questa sfida, aggiornandosi, partecipando attivamente e preparandosi ai cambiamenti in arrivo.

💡 Consiglio finale: Iscrivetevi ora a uno dei corsi di formazione proposti da SUPSI o EOC, e iniziate a monitorare i bandi di gara su nav:jobs. Il futuro delle infrastrutture transfrontaliere è già qui: non perdete l'occasione di farne parte.

Fonte: varesenoi.it

Domande frequenti
Quali sono i settori infrastrutturali che potrebbero beneficiare maggiormente della collaborazione istituzioni-imprese?
Secondo la visione di Webuild, i settori chiave sono edilizia, trasporti e energia. Progetti come la ristrutturazione di valichi (es. Chiasso), l'ampliamento della rete ferroviaria (es. Como-Varese) e la realizzazione di nuove connessioni stradali tra Ticino e Lombardia sono tra i primi candidati. Anche la digitalizzazione dei servizi logistici e la sicurezza dei cantieri rientrano tra le priorità.
Come posso verificare se un'azienda fa parte della filiera di Webuild?
Webuild aggrega 17.500 imprese. Puoi consultare l'elenco ufficiale sul sito del Gruppo o contattare direttamente l'ufficio relazioni esterne. Inoltre, molte di queste imprese pubblicano bandi di lavoro su piattaforme specializzate come nav:companies o LinkedIn. Per i frontalieri, è utile anche verificare se l'azienda ha cantieri attivi in Ticino o Lombardia.
Quali competenze sono considerate prioritarie per lavorare nei cantieri di Webuild?
Oltre alle competenze tecniche specifiche del proprio mestiere (es. ingegneria civile, architettura, elettronica), sono richieste: certificazioni sulla sicurezza sul lavoro (SUVA per la Svizzera, normativa italiana per la Lombardia), conoscenza di strumenti digitali come BIM, e competenze in sostenibilità ambientale. Webuild eroga oltre 3 milioni di ore di formazione annue proprio su questi temi.
Ci sono agevolazioni fiscali per i lavoratori frontalieri che operano in progetti infrastrutturali?
Al momento, non sono state annunciate nuove agevolazioni specifiche per questa categoria. Tuttavia, il Canton Ticino e la Regione Lombardia potrebbero introdurre incentivi nei prossimi mesi, soprattutto per chi si forma in settori strategici. È consigliabile monitorare i siti istituzionali del DFE ticinese e della Regione Lombardia per aggiornamenti. In generale, i frontalieri possono comunque usufruire delle agevolazioni esistenti per la dichiarazione dei redditi, come il regime fiscale agevolato in Ticino per i lavoratori residenti in Lombardia.
Qual è la differenza principale tra il modello collaborativo proposto da Salini e i precedenti approcci alle grandi opere?
La principale differenza è la sistematicità della collaborazione. Non si tratta di accordi spot tra imprese e istituzioni, ma di una alleanza strutturata che include anche l'accademia e la formazione. Questo permette di superare la logica del solo prezzo, puntando su qualità, estetica, affidabilità e capacità di gestire progetti complessi. Inoltre, il modello prevede un forte investimento in formazione e sicurezza, che diventa un patrimonio condiviso per l'intera filiera.
Dove posso trovare informazioni aggiornate sui progetti infrastrutturali transfrontalieri?
Le fonti ufficiali sono: il sito del DFE ticinese (sezione Grandi Opere), il portale della Regione Lombardia (progetti infrastrutturali), e i comunicati stampa di Webuild e delle altre grandi imprese della filiera. Anche la Camera di Commercio italo-svizzera organizza eventi e pubblicazioni su questi temi. Per i frontalieri, è utile anche iscriversi alle newsletter di enti come SUPSI o EOC, che spesso segnalano opportunità formative e lavorative legate a questi progetti.

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