Caldo torrido e lavoro: sindacati incontrano Governo ticinese per nuove misure

Caldo torrido e lavoro in Ticino: sindacati chiedono misure urgenti

Sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD chiedono soglie di intervento basate su indici scientifici per proteggere lavoratori durante le ondate di caldo in Ticino.

Contesto

In breve

  • Oltre 100 ricoveri al pronto soccorso per effetti del caldo sui lavoratori
  • Sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD incontrano Consiglio di Stato ticinese
  • Governo apre a nuove misure dopo incontro sui rischi della canicola
  • Discusso modello Vallese con soglie scientifiche per settori professionali

Fatti chiave

  • Cosa: Incontro tra sindacati e Consiglio di Stato sulle condizioni dei lavoratori durante le ondate canicolari
  • Quando: Oggi (data non specificata nella fonte)
  • Dove: Ticino
  • Chi: Rappresentanti dei sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD e delegazione del Consiglio di Stato (Marina Carobbio Guscetti, Christian Vitta, Raffaele De Rosa)
  • Importo: Più di cento ricoveri al pronto soccorso e decine di situazioni insostenibili segnalati

Dopo aver segnalato le numerose situazioni problematiche osservate nei cantieri e nei lavori in cucina durante le ondate di caldo, i rappresentanti dei sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD hanno incontrato oggi una delegazione del Consiglio di Stato ticinese per discutere delle condizioni dei lavoratori durante le esposizioni prolungate al caldo torrido. Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di UNIA, ha spiegato che hanno nuovamente evidenziato la necessità di avere misure concrete ed efficaci, ispirandosi al modello adottato dal Canton Vallese, dove sono state determinate soglie di intervento basate su indici scientifici, diverse per le diverse realtà professionali. Evaristo Roncelli, responsabile progetti di OCST, ha aggiunto che uno dei grossi problemi riscontrati è che molti lavoratori e lavoratrici non sanno se la situazione che stanno vivendo costituisce un effettivo rischio per la propria salute. La delegazione governativa, composta da Marina Carobbio Guscetti, Christian Vitta e Raffaele De Rosa, ha confermato che il tema preoccupa anche l'Esecutivo, decidendo quindi di approfondire e individuare margini per possibili ulteriori misure. Oltre all'avvio di una serie di incontri con i partner sociali tramite il gruppo operativo Salute e Ambiente (GOSA), l'Esecutivo intende discutere la questione con la deputazione ticinese alle camere federali, dato che il quadro giuridico vigente in questo ambito rientra prevalentemente nelle competenze federali. Roncelli ha sottolineato che, dal punto di vista sindacale, si sono fatti dei passi in avanti poiché si è preso atto che il problema della canicola sta diventando strutturale e non è più un caso isolato, evolvendosi da questione lavorativa a tema di salute pubblica.

Prossimi passi istituzionali

Il Consiglio di Stato solleciterà nuovamente i Comuni perché molti regolamenti comunali oggi prevedono un orario di inizio lavori che non è compatibile con le richieste dei settori durante il periodo estivo. Come spiegato da Roncelli, sebbene ciò possa turbare la popolazione per il rumore mattutino anticipato, è necessario anticipare l'inizio delle attività per mettere in sicurezza le persone che dovrebbero stare esposte al sole per lunga parte della giornata. L'auspicio generale, condiviso da entrambi i rappresentanti sindacali, è quello di poter affrontare la situazione diversamente già dall'anno prossimo, concentrandosi su concretezza ed efficacia nelle risposte da fornire a chi lavora in Ticino e sta facendo fatica, considerando queste questioni prima di tutto come temi di sicurezza e di sanità.

Dettagli operativi

In breve

  • Necessità di soglie di intervento differenziate per settore professionale
  • Modello Vallese come riferimento con indici scientifici per determinare limiti
  • Coinvolgimento dei Comuni per revisione degli orari di inizio lavori
  • Riconoscimento del problema come questione di salute pubblica, non solo lavorativa

Fatti chiave

  • Cosa: Discussione su misure concrete per proteggere lavoratori dal caldo estremo
  • Quando: Incontro avvenuto oggi (data non specificata)
  • Dove: Ticino, con riferimento al modello del Canton Vallese
  • Chi: Sindacati (UNIA, OCST, USS, VPOD) e rappresentanti del Consiglio di Stato
  • Importo: Oltre cento ricoveri al pronto soccorso attribuiti agli effetti del caldo

L'approccio proposto dai sindacati si basa sull'adozione di soglie di intervento differenziate, così come già implementato nel Canton Vallese, dove vengono utilizzati indici scientifici per stabilire limiti oltre i quali scattano obblighi di protezione, variabili a seconda del tipo di attività lavorativa. Questo metodo permetterebbe di superare l'attuale incertezza segnalata da Roncelli, secondo cui molti lavoratori non riescono a valutare autonomamente se le condizioni ambientali costituiscono un rischio reale per la salute. L'estensione di tale modello al Ticino richiederebbe una collaborazione tecnica tra autorità cantonali, esperti di medicina del lavoro e rappresentanti delle categorie professionali più esposte, come quelli impiegati in edilizia, agricoltura, servizi di ristorazione e manutenzione urbana.

Un aspetto cruciale emerso dall'incontro riguarda il ruolo dei Comuni nella gestione degli orari lavorativi durante l'estate. Attualmente, molti regolamenti comunali fissano l'inizio delle attività lavorative a orari che, durante le ondate di caldo, espongono inutilemte i lavoratori a picchi di temperatura evitabili semplicemente anticipando l'inizio del turno. Sebbene questa modifica possa generare disagi legati al rumore mattutino anticipato, rappresenterebbe una misura di prevenzione primaria particolarmente efficace per ridurre l'esposizione prolungata al sole diretto, soprattutto nei settori dove le attività vengono svolte all'aperto o in ambienti non climatizzati.

Il riconoscimento del problema come questione di salute pubblica, oltre che lavorativa, implica la necessità di coordinare interventi tra diversi livelli istituzionali: cantonale (attraverso il Dipartimento della sanità e della socialità), comunale (per l'adattamento dei regolamenti) e federale (visto che le norme fondamentali sulla sicurezza sul lavoro sono di competenza confederale). Questo approccio integrato sarebbe essenziale per sviluppare misure che non si limitino a risposte emergenziali, ma che costruiscano una capacità di adattamento strutturale alle sempre più frequenti e intense ondate di caldo attese nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici.

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Punti chiave

In breve

  • Avvio incontri GOSA con partner sociali su salute e ambiente
  • Discussione con deputazione ticinese alle camere federali
  • Sensibilizzazione dei Comuni sui regolamenti di inizio lavori
  • Obiettivo: misure concrete ed efficaci già dall'anno prossimo

Fatti chiave

  • Cosa: Piano d'azione del Governo ticinese per affrontare il caldo estremo sul lavoro
  • Quando: Inizio previsto già dall'anno prossimo
  • Dove: Ticino, con coordinamento nazionale
  • Chi: Consiglio di Stato, partner sociali, deputazione federale, Comuni
  • Importo: Non ancora specificato (focus su processo, non su cifre)

Per tradurre in azioni concrete le preoccupazioni emerse durante l'incontro, il Consiglio di Stato ha deciso di attivare diversi canali di intervento. Prima di tutto, verrà avviato formalmente il gruppo operativo Salute e Ambiente (GOSA), che organizzerà una serie di incontri strutturati con i partner sociali (UNIA, OCST, USS, VPOD) per analizzare nel dettaglio le criticità settoriali e sviluppare proposte di misure tecniche e organizzative. Parallelamente, l'Esecutivo intende portare la questione all'attenzione della deputazione ticinese alle camere federali a Berna, riconoscendo che molte delle leve normative per intervenire sulla sicurezza sul lavoro durante eventi climatici estremi risiedono a livello federale, soprattutto per quanto riguarda gli obblighi del datore di lavoro e gli standard di protezione.

Sul fronte territoriale, verrà rinnovata la sollecitazione ai Comuni ticinesi affinché revisionino i propri regolamenti edilizi e di polizia, in particolare quelli che disciplinano gli orari di inizio lavori nelle zone urbane e residenziali. L'obiettivo è valutare la possibilità di introdurre deroghe estive che permettano l'anticipo dell'inizio turno nelle attività più esposte al rischio di caldo, bilanciando questa esigenza di tutela della salute con il diritto al riposo della popolazione residente, attraverso soluzioni condivise come fasce orarie differenziate per zona o tipologia di attività.

Infine, l'auspicio condiviso da sindacati e rappresentanti governativi è quello di poter disporre di un quadro di misure concrete ed efficaci già a partire dalla prossima stagione estiva, in modo da evitare il ripetersi delle situazioni di difficoltà osservate quest'anno, con oltre cento accessi al pronto soccorso attribuibili agli effetti del caldo sui lavoratori. Per rimanere aggiornati sugli sviluppi di questa iniziativa e su eventuali linee guida pratiche che potrebbero essere emanate, i lavoratori frontalieri e residenti in Ticino possono consultare regolarmente il sito ufficiale del Canton Ticino nella sezione dedicata alla sicurezza sul lavoro e alla salute pubblica, oppure utilizzare gli strumenti di calcolo del rischio termico disponibili sui portali delle assicurazioni infortuni come SUVA, che spesso includono indicatori specifici per attività svolte in condizioni di elevata temperatura e umidità.

Fonte: ticinonews.ch

Domande frequenti
Quali sindacati hanno partecipato all'incontro con il Consiglio di Stato sul caldo e lavoro?
All'incontro hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati UNIA, OCST, USS e VPOD, come dichiarato dal segretario regionale di UNIA Giangiorgio Gargantini e dal responsabile progetti di OCST Evaristo Roncelli al termine della riunione con la delegazione governativa ticinese.
Cosa hanno chiesto precisamente i sindacati riguardo alle misure contro il caldo?
I sindacati hanno chiesto l'adozione di misure concrete ed efficaci, ispirandosi al modello del Canton Vallese, dove sono state determinate soglie di intervento basate su indici scientifici, diverse per le diverse realtà professionali, al fine di permettere ai lavoratori di riconoscere quando le condizioni costituiscono un rischio effettivo per la propria salute.
Qual è il ruolo dei Comuni nelle misure proposte per affrontare il caldo estremo?
Il Consiglio di Stato solleciterà nuovamente i Comuni perché molti regolamenti comunali oggi prevedono un orario di inizio lavori non compatibile con le esigenze estive dei lavoratori; anticipare l'inizio turno permetterebbe di mettere in sicurezza chi deve stare esposto al sole per lunga parte della giornata, anche se potrebbe creare rumore mattutino anticipato.

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