Bilaterali III, Berna ribadisce la sua posizione: "Referendum facoltativo" (guida frontaliere)

Bilaterali III, Berna ribadisce la sua posizione: "Referendum facoltativo"

Il Consiglio federale svizzero ha ribadito la sua posizione sui Bilaterali III, favorevole a un referendum facoltativo.

Contesto

Bilaterali III, Berna ribadisce la sua posizione: "Referendum facoltivo"

Il Consiglio federale svizzero ha ribadito la sua posizione sui Bilaterali III, favorevole a un referendum facoltativo. La decisione è stata presa in risposta all'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche degli Stati, che avrebbe reso necessario un referendum a doppia maggioranza per approvare o respingere gli accordi.

La Svizzera è uno dei paesi più stabili e sicuri al mondo, con una economia fortemente legata all'Europa. Il lavoro transfrontaliero è un settore chiave per l'economia ticinese, con molte persone che lavorano a Lugano, Bellinzona o Locarno, ma risiedono in Svizzera o all'estero. Gli accordi Bilaterali III sono stati stipulati tra la Svizzera e l'Unione europea per semplificare i rapporti commerciali e garantire la libera circolazione delle persone e delle merci.

Il referendum facoltativo è stato scelto per evitare di legare la sorte degli accordi alla sorte di un referendum a doppia maggioranza. Questo significa che, se gli accordi vengono approvati dal Consiglio federale e dal Parlamento, non sarà necessario un referendum per ratificarli. Al contrario, se gli accordi vengono respinti dal Consiglio federale o dal Parlamento, non sarà necessario un referendum per respingere gli accordi.

Il Consiglio federale ha deciso di ribadire la sua posizione sui Bilaterali III dopo l'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche degli Stati. L'iniziativa prevede che gli accordi debbano essere approvati da un referendum a doppia maggioranza, il che significa che gli accordi devono essere approvati da più della metà dei votanti e da più della metà dei cantoni.

Dettagli operativi

Il Consiglio federale ha ribadito la sua posizione sulla procedura per il pacchetto di accordi bilaterali con la Svizzera, sottolineando che il progetto della CIP-S si discosterebbe da quella sancita nella Costituzione e rischierebbe di creare un precedente per i futuri trattati internazionali.

La procedura prevista dal progetto della CIP-S prevede che il referendum sia facoltativo, il che significa che gli elettori del Canton Ticino potrebbero scegliere di non partecipare al voto. Questo ha suscitato critiche da parte di alcuni politici e cittadini, che ritengono che il referendum debba essere obbligatorio per garantire la partecipazione democratica e la rappresentanza degli interessi del Canton.

Il Consiglio federale ha sottolineato che il pacchetto di accordi è già conforme alla Costituzione e che la procedura prevista dal progetto della CIP-S si discosterebbe da quella sancita nella Costituzione. In particolare, il Consiglio federale ha richiamato l'articolo 140 della Costituzione, che stabilisce che il referendum debba essere obbligatorio per i trattati internazionali che coinvolgono la Svizzera.

Il pacchetto di accordi bilaterali è stato negoziato tra la Svizzera e il governo federale e prevede la creazione di un mercato unico tra i due paesi. Il trattato prevede anche la libera circolazione delle persone e delle merci, nonché la cooperazione in materia di giustizia e di sicurezza.

Il Consiglio federale ha sottolineato che il referendum facoltativo potrebbe creare un precedente per i futuri trattati internazionali e compromettere la sovranità del Canton Ticino. Inoltre, il Consiglio federale ha richiamato la sentenza del Tribunale federale del 2019, che ha stabilito che il referendum debba essere obbligatorio per i trattati internazionali che coinvolgono la Svizzera.

Punti chiave

Bilaterali III, Berna ribadisce la sua posizione: "Referendum facoltativo"

Se sei interessato a sapere come i Bilaterali III potrebbero influenzare la tua vita come frontaliere, è importante informarti sui dettagli di questi accordi. Il Consiglio federale ha ribadito la sua posizione e ha respinto l'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche degli Stati.

Il 15 giugno scorso, il Consiglio federale ha emanato una comunicazione in cui ribadisce la sua posizione sul referendum facoltativo in materia di Bilaterali III. La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati aveva presentato un'istanza per l'approvazione di un referendum, che sarebbe stato sottoposto al voto dei cittadini. Tuttavia, il Consiglio federale ha deciso di non approvare tale istanza, considerando che la questione dei Bilaterali III è già stata affrontata nel 2013 con la ratifica degli accordi.

L'accordo dei Bilaterali III è stato firmato il 5 ottobre 2013 e ha ricevuto la ratifica del popolo svizzero il 5 giugno 2016. Questo accordo ha introdotto importanti modifiche alle norme fiscali e sociali per i cittadini svizzeri residenti in Italia e per gli italiani residenti in Svizzera. Tra le principali novità, si segnalano l'abolizione del divieto di lavoro per i cittadini svizzeri in Italia e l'introduzione di un regime di pensione unificato per i cittadini svizzeri e italiani.

Domande frequenti
Cosa significa il referendum facoltativo?
Il referendum facoltativo significa che il Consiglio federale può decidere di convocare un referendum per approvare o respingere gli accordi senza dover rispettare la procedura prevista dal progetto della CIP-S.
Cosa è il progetto della CIP-S?
Il progetto della CIP-S è un'iniziativa parlamentare che avrebbe reso necessario un referendum a doppia maggioranza per approvare o respingere gli accordi.
Cosa significa la Costituzione?
La Costituzione è il documento fondamentale della Svizzera che stabilisce le regole e le procedure per la vita politica e sociale del paese.

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