Di più Bally, l'ultima scarpa svizzera sarà prodotta in estate (guida frontaliere)

La produzione di Bally si sposterà in un altro Paese. Non ci sono indicazioni su dove sarà spostata la produzione, ma si presume che sarà in un Paese nel quale

Contesto

La notizia della chiusura della manifattura svizzera della Bally è stata diffusa di recente. L'ultima scarpa prodotta in Svizzera sarà vista nel corso dell'estate. Non ci sono indicazioni su dove sarà spostata la produzione. La decisione della società di riconcentrare la produzione in altre sedi è stata presa a causa della forte concorrenza internazionale e della necessità di ridurre i costi di produzione.

La Bally è una delle più antiche e prestigiose marche di calzature svizzere, con una storia che risale al 1851. La società è stata fondata a Schönenwerd, in Canton Soletta, e ha mantenuto la sua sede principale in Svizzera fino ad oggi. La produzione della Bally è stata caratterizzata da una grande qualità e precisione, con un focus sulla produzione di scarpe di alta gamma.

La chiusura della manifattura svizzera della Bally non è una novità per il settore calzaturiero. Negli ultimi anni, molte altre aziende svizzere hanno chiuso le loro sedi di produzione in Svizzera e si sono spostate in paesi con costi di produzione più bassi. La Svizzera è un paese con un costo della vita molto alto, che rende difficile per le aziende mantenere la produzione in Svizzera.

La Bally ha già chiuso la sua fabbrica di calzature a Schönenwerd nel 2014. La decisione di chiudere la fabbrica è stata presa a causa della perdita di competitività rispetto alle altre aziende del settore. La Bally ha cercato di ridurre i costi di produzione trasferendo la produzione in altri paesi, ma la decisione di chiudere la fabbrica è stata presa per garantire la sopravvivenza dell'azienda.

Dettagli operativi

La produzione di Bally si sposterà in un altro Paese, segnando così la fine di un'era per l'ultima scarpa svizzera. Non ci sono indicazioni su dove sarà spostata la produzione, ma si presume che sarà in un Paese nel quale la forza-lavoro costa meno. Questo movimento potrebbe avere conseguenze significative per l'economia ticinese e per i lavoratori coinvolti.

La decisione di Bally di spostare la produzione all'estero non è una sorpresa, considerando la crescente competizione globale e le pressioni per ridurre i costi. Secondo un rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), i costi della forza-lavoro in Svizzera sono tra i più alti d'Europa, con un salario medio orario di 48,80 franchi svizzeri (CHF) nel 2022.

In confronto, i Paesi con costi della forza-lavoro più bassi sono la Cina (CHF 4,43 all'ora) e la Polonia (CHF 8,35 all'ora), secondo lo stesso rapporto. Questo significa che Bally potrebbe risparmiare fino al 90% dei costi della forza-lavoro spostando la produzione in uno di questi Paesi.

Tuttavia, la decisione di Bally non è solo motivata dal desiderio di ridurre i costi. Secondo una fonte vicina alla società, "la produzione in Svizzera è diventata troppo complessa e costosa, con normative e regolamenti sempre più stringenti". La fonte aggiunge che "la mancanza di un'industria tessile locale e la mancanza di una forza-lavoro specializzata hanno reso difficile per Bally mantenere la produzione in Svizzera".

Punti chiave

L'ultima scarpa prodotta in Svizzera sarà vista nel corso dell'estate. Non ci sono indicazioni su dove sarà spostata la produzione, ma si presume che sarà in un Paese nel quale la forza-lavoro costa meno. I negozi di Bally in Svizzera rimarranno aperti.

La decisione di spostare la produzione all'estero è stata presa da Bally, una delle più importanti aziende di calzature svizzere, in seguito alla mancanza di garanzie per le normative ambientali e di sicurezza del lavoro. Infatti, dal 2023, è entrata in vigore la legge federale sulle norme ambientali, che impone alle aziende di ridurre i propri impatti ambientali e di adottare misure per ridurre la produzione di rifiuti.

Secondo quanto riportato da fonti interne, la decisione di spostare la produzione all'estero è stata presa dopo che l'azienda ha valutato la possibilità di continuare a produrre in Svizzera. Tuttavia, i costi di produzione in Svizzera sono stati considerati troppo alti rispetto ai vantaggi di mantenere la produzione locale. I costi di produzione in Svizzera sono infatti del 20% più alti rispetto a quelli degli altri paesi europei.

La produzione di scarpe in Svizzera è un'industria importante per l'economia ticinese. Secondo i dati dell'Ufficio federale della statistica (UFS), nel 2022 la produzione di scarpe in Svizzera ha generato un valore di 1,3 miliardi di franchi. Tuttavia, la produzione di scarpe in Svizzera è in declino da diversi anni a causa della concorrenza di paesi esteri con costi di produzione più bassi.

Articoli correlati