Gallarate: Azalee Calcio lasciano il campo di via Pradisera

Gallarate: Azalee Calcio lasciano il campo di via Pradisera

Le Azalee Calcio lasciano il campo di via Pradisera.

Contesto

In breve

  • Le Azalee Calcio lasciano il campo di via Pradisera.
  • Il bando per l'area è andato deserto.
  • Ugo Tomaselli denuncia una sostanziale estromissione.
  • Il Comune richiama la concessione scaduta.

Fatti chiave

  • Luogo → campo di via Pradisera, Gallarate
  • Società → Azalee Calcio
  • Presidente → Ugo Tomaselli
  • Bando → nessuna offerta
  • Gabbia per l'atletica → quasi 25mila euro

La Azalee Calcio ha annunciato sui social la riconsegna delle chiavi del campo di via Pradisera, a Gallarate, dopo decenni di presenza nell'impianto. La vicenda ruota intorno al bando per l'affidamento dell'area, andato deserto, ma le due parti ne danno una lettura opposta: la società parla di una sostanziale estromissione; il Comune richiama invece la scadenza della concessione e l'assenza delle condizioni per una semplice proroga.

Nel post pubblicato sui social, la società ha definito scorretta la procedura e ha ricordato il proprio ruolo nella diffusione del calcio femminile, sostenendo di avere fatto conoscere Gallarate in tutta Italia dal 1980.

«Dopo cinquant’anni finiamo fuori», sintetizza il presidente Ugo Tomaselli.

Il presidente ha spiegato di aver aspettato il nuovo bando mentre valutava gli interventi utili a proseguire l'attività nell'impianto. Fra le possibilità considerate c'erano il cambio dei fari con apparecchi a Led e il rifacimento del manto erboso.

Il bando e le condizioni richieste

Secondo Tomaselli, la mancata partecipazione è dipesa anche dagli obblighi previsti per il futuro concessionario. Tra gli interventi richiesti figurava una gabbia per i lanci dell'atletica, il cui costo era stimato dalla società in quasi 25mila euro.

Finora l'Atletica Gallaratese utilizzava gli spazi pagando alle Azalee un subaffitto. Con il nuovo assetto sarebbe stato necessario costruire la struttura. Il presidente afferma che l'Atletica non fosse disposta a contribuire e che le Azalee non potessero sostenerne da sole il costo. Il bando è così rimasto senza offerte.

Dopo la chiusura della gara, il Comune ha inviato alla società una Pec per chiedere la restituzione dell'impianto. Tomaselli ha spiegato che né le domande di proroga né l'ipotesi di un confronto tra le società sono state sufficienti a evitare la riconsegna. La restituzione delle chiavi sancisce quindi l'uscita delle Azalee dal campo di via Pradisera, ma lascia irrisolto il contrasto sulla gestione della concessione e sul significato del bando privo di offerte.

Dettagli operativi

La ricostruzione del Comune parte dalla storia societaria dell'impianto e non coincide con quella delle Azalee. Il sindaco Andrea Cassani, intervenuto inizialmente commentando il post pubblicato dalla società, distingue tra la precedente società assegnataria e la Azalee 1980 presieduta da Ugo Tomaselli.

Secondo Cassani, la realtà che oggi rivendica la continuità con la squadra gallaratese avrebbe una nuova denominazione societaria e un nuovo codice fiscale. Il passaggio tra le due società, sostiene il sindaco, non sarebbe mai stato comunicato formalmente al Comune. La Azalee 1980 avrebbe continuato a giocare sul campo sulla base di un accordo con la vecchia società, ma senza una comunicazione ufficiale all'amministrazione.

Cassani richiama anche la situazione economica della precedente gestione. La prima società assegnataria, secondo quanto dichiarato dal sindaco a VareseNews, avrebbe un debito cristallizzato al 2023 di 23mila euro. Il dato viene inserito dall'amministrazione nella propria ricostruzione dei rapporti legati all'impianto.

Il passaggio decisivo resta comunque il bando pubblicato per affidare l'area. Il sindaco sostiene che non abbiano partecipato né le vecchie Azalee né la nuova società. Da questa circostanza respinge l'idea che sia stato il Comune a mandare via la squadra: per l'amministrazione, le concessioni erano scadute e nessuno aveva presentato una proposta per ottenere nuovamente l'area.

Quanto alla proroga, Cassani nega che possa essere concessa. L'assessora allo Sport Claudia Mazzetti rivendica invece l'operato del Comune: sostiene che fossero state offerte alternative e che la situazione fosse stata illustrata con chiarezza.

Per l'amministrazione resta aperta anche la questione della gabbia per i lanci dell'atletica. Le Azalee l'avevano indicata tra gli ostacoli alla partecipazione, poiché l'opera avrebbe comportato un investimento destinato a un'altra disciplina. Cassani attribuisce alla società la decisione di non realizzarla e ipotizza che, se l'area verrà nuovamente affidata, l'intervento possa spettare a un altro soggetto.

Le posizioni restano quindi distanti sull'origine della rottura. La società considera la richiesta di riconsegna l'esito di una procedura scorretta; il Comune la collega alla scadenza della concessione, al bando senza offerte e all'assenza dei presupposti per una proroga.

Punti chiave

Il seguito della vicenda riguarda soprattutto la continuità dell'attività sportiva delle Azalee dopo l'uscita dal campo di via Pradisera. La società aveva due squadre femminili e una formazione maschile. Dopo la riconsegna delle chiavi, il presidente Tomaselli ha spiegato che soltanto la squadra maschile andrà a giocare al Majno. Per gli allenamenti, invece, resta da trovare una soluzione.

La conseguenza descritta dalla società non riguarda quindi soltanto la disponibilità dell'impianto, ma anche la possibilità di mantenere organizzate le diverse formazioni. La squadra maschile ha una destinazione indicata, mentre per l'attività di allenamento non è stata individuata una sistemazione. Le Azalee lamentano inoltre la perdita delle squadre, collegando direttamente l'abbandono del campo alla difficoltà di proseguire il progetto sportivo.

Il campo chiuso e il futuro dell'area

Nel frattempo, lo storico campo da calcio rimane lucchettato. La riconsegna richiesta dal Comune ha prodotto dunque un effetto immediato sull'accesso all'impianto, senza che il confronto tra le società abbia portato alla proroga chiesta dalle Azalee o all'apertura del tavolo proposto dal presidente.

Sul piano amministrativo, il Comune conferma che la concessione non può essere prorogata. Il futuro dell'area viene così legato a un nuovo affidamento, richiamato da Cassani come la possibilità attraverso cui un altro soggetto potrebbe realizzare la gabbia necessaria per i lanci dell'atletica. L'intervento resta quindi associato alla gestione successiva dell'impianto e non alla prosecuzione dell'attività delle Azalee.

Il quadro lascia aperti due piani distinti. Da una parte c'è la gestione dell'area, rimasta senza offerte nel bando e con il campo chiuso. Dall'altra c'è la continuità sportiva, che per le Azalee si traduce nello spostamento della formazione maschile al Majno e nella ricerca di spazi per gli allenamenti. La fonte non descrive un nuovo concessionario né una soluzione già definita per le squadre femminili. Il punto fermo è invece quello indicato dal Comune: nessuna proroga per la concessione scaduta e la prospettiva che un eventuale nuovo affidatario possa occuparsi della struttura per l'atletica.

Fonte: varesenews.it

Domande frequenti
Perché le Azalee Calcio hanno lasciato il campo di via Pradisera?
La società ha riconsegnato le chiavi dell'impianto a Gallarate dopo che il bando per l'affidamento dell'area è andato deserto. Il presidente Ugo Tomaselli ha parlato di una «sostanziale estromissione», evidenziando come le condizioni del bando fossero onerose, tra cui l'obbligo di realizzare una gabbia per i lanci dell'atletica con un investimento stimato in quasi 25mila euro, spesa che la società non poteva sostenere da sola.
Qual è la posizione del Comune di Gallarate sulla vicenda?
Il sindaco Andrea Cassani sostiene che le concessioni fossero scadute e che nessuno, né la vecchia né la nuova società, abbia partecipato al bando. L'amministrazione nega di aver allontanato la squadra, sottolineando che non vi erano i presupposti per una proroga. Inoltre, Cassani ha segnalato che la società attuale non avrebbe comunicato formalmente il cambio di denominazione e codice fiscale rispetto alla precedente assegnataria, che avrebbe un debito cristallizzato al 2023 di 23mila euro.
Qual è il futuro sportivo delle squadre delle Azalee?
A seguito della riconsegna dell'impianto, l'attività sportiva è compromessa. Il presidente Tomaselli ha spiegato che soltanto la squadra maschile potrà giocare al Majno, mentre per gli allenamenti non è stata ancora individuata una soluzione. La società lamenta la perdita delle squadre, inclusi i due team femminili, collegando l'abbandono del campo di via Pradisera alla difficoltà di proseguire il progetto sportivo.

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